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Gli Omega-3 proteggono il cervello dall’inquinamento

In uno studio pubblicato il 15 luglio 2020 su Neurology, rivista dell’American Academy of Neurology, gli autori della Columbia University di New York evidenziano come gli omega-3 possono contrastare gli effetti negativi dell’inquinamento atmosferico sul cervello.

I ricercatori hanno coinvolto 1.315 donne con un’età media di 70 anni in buona salute.
Le partecipanti sono state sottoposte ad alcuni esami del sangue per calcolare la quantità di omega-3 presente nei globuli rossi.
“Questi acidi grassi essenziali (vale a dire che non possiamo produrci da soli) sono componenti importanti delle membrane cellulari comprese quelle sinaptiche, svolgendo così un ruolo fondamentale nel mantenimento della struttura e delle funzionalità del cervello durante l’invecchiamento“, scrivono gli autori.
L’olio di pesce ha dimostrato di “ridurre il danno cerebrale causato dall’esposizione ad altre neurotossine ambientali, tra cui piombo e metilmercurio“, affermano gli scienziati della Columbia University. “Ma nessuno studio ha esaminato se l’olio di pesce offre una protezione simile contro l’esposizione al PM2.5. Ecco perché abbiamo iniziato questa indagine.”
I ricercatori hanno quindi determinato l’esposizione delle donne alle polveri sottili, come il PM 2,5 (le particelle con diametro minore o uguale a 2,5 µm), e sottoposto le partecipanti a risonanza magnetica, esaminando la sostanza bianca, composta da fibre nervose che inviano segnali in tutto il cervello, e l’ippocampo, regione associata alla memoria.

Dalle analisi, i ricercatori hanno scoperto che tra le donne che vivevano nelle aree più inquinate, quelle che avevano livelli più bassi di omega-3 nel sangue avevano una più marcata atrofia cerebrale (restringimento del cervello), rispetto alle donne che avevano i livelli più alti di omega-3.
In particolare, queste ultime avevano volumi maggiori dell’ippocampo e delle sostanza bianca.
“I nostri risultati suggeriscono che livelli più alti di omega-3 nel sangue possono preservare il volume del cervello con l’invecchiamento e proteggere dai potenziali effetti tossici dell’inquinamento atmosferico”, hanno affermato gli scienziati.

Una mole sempre crescenti di studi, infatti, ha evidenziato come l’esposizione all’inquinamento, in particolare modo alle particelle di diametro inferiore ai 2,5 µm, sia un importante fattore di rischio ambientale per il declino cognitivo. Non solo: alcune ricerche, che si sono concentrate sul legame tra esposizione al PM 2,5 e le dimensioni del cervello, hanno notato volumi cerebrali più piccoli, specialmente per quanto riguarda la sostanza bianca, tra le persone anziane maggiormente esposte a livelli più alti di polveri sottili.

Fonte in inglese: Neurology

Omega 3, il carburante del cervello

Un nuovo studio effettuato da alcuni cardiologi dell’ Harvard Medical School di Boston, ha evidenziato che l’utilizzo di un integratore di Omega-3 per 30 mesi porta ad un netto miglioramento delle funzioni cerebrali.

Lo studio ha incluso 250 persone affette da malattia coronarica ma senza patologie al cervello (la coronaropatia, che rappresenta una delle principali cause di morte, è un fattore di rischio per la demenza in quanto riduce il flusso sanguigno all’encefalo).

Per 30 mesi, la metà dei partecipanti ha assunto integratori di Omega-3; mentre l’altra metà una sostanza inerte (placebo). 

Il gruppo che ha assunto gli integratori ha mostrato miglior coordinamento, velocità di reazione e memoria sia dopo un anno che dopo 30 mesi, rispetto al gruppo di controllo.

“Altri ricercatori hanno esaminato gli acidi grassi Omega-3 nelle persone che presentavano già deficit cognitivo o demenza”, ha dichiarato la dott.ssa Francine Welty, cardiologa della Harvard Medical School. “Ma le persone che abbiamo esaminato erano cognitivamente sane, quindi nella ricerca si è evidenziato un beneficio dagli acidi grassi Omega-3 anche prima che inizi il declino cognitivo.”

La dott.ssa Welty ha affermato che nello studio è stata utilizzata la più alta dose di Omega-3 approvata dalla Food and Drug Administration (3,3 g al giorno di EPA e DHA).

La ricerca è stata pubblicata dalla prestigiosa American Heart Association.

Fonte in inglese: American Heart Association

Omega-3 per un cervello sano

Ricercatori della Columbia University e del Taub Institute di New York hanno presentato i risultati di uno studio che ha stabilito l’esistenza di una relazione tra alimentazione e demenza.

Grazie a un indice denominato INP (inflammation-related nutrient pattern), che si basa sulla combinazione di 24 nutrienti, gli studiosi hanno verificato l’impatto del cibo sul cervello.
Ad esempio, un’alimentazione ricca di nutrienti come gli Omega-3 fa ridurre l’INP mentre una dieta con limitata presenza di Omega-3 ne aumenta il valore.
Alti valori di INP significano una ridotta materia grigia nel cervello, associato a peggiori funzioni cognitive visivo-spaziali.

Le conclusioni dei ricercatori sono stati che un maggior consumo di nutrienti infiammatori (zuccheri, grassi saturi, alcol, sale) porta ad un peggioramento delle condizioni della materia grigia e possono favorire l’insorgenza di forme di demenza senile come l’Alzheimer.
Invece un’alimentazione ricca di elementi benefici come gli Omega-3, il calcio e alcune vitamine, come la E, la D, la B2 e la B5, abbassa l’indice INP e riduce il rischio di malattie.

Fonte in italiano: Blasting news

Poche settimane di Omega-3 portano anni di benefici al cervello

omega-3-cervelloUn interessante studio, recentemente pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, dimostra come anche soli 3 mesi di integrazione di Omega-3 portino benefici al cervello anche dopo 7 anni dall’assunzione.

Gli stessi scienziati avevano infatti pubblicato uno studio in cui venivano descritti i miglioramenti dei disturbi psicotici, come la schizofrenia, in pazienti predisposti.
A distanza di 7 anni gli effetti benefici degli Omega-3 sono ancora visibili.

I risultati della nuova indagine hanno evidenziato che solo 4 pazienti su 41 tra coloro che avevano assunto l’olio di pesce per tre mesi, avevano sviluppato psicosi nei 7 anni successivi, a fronte dei 16 su 40 che avevano ricevuto una capsula di placebo (sostanza inerte) durante il trattamento.

Gli Omega-3 (in particolare il DHA), giocano un ruolo chiave nello sviluppo e nel funzionamento del cervello.
I ricercatori che hanno condotto lo studio suggeriscono la possibilità di utilizzare gli Omega-3 come alternativa al trattamento farmacologico.

Unione Europea: Omega-3 indispensabili per il cervello

Sede EFSA a ParmaL’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) dell’Unione Europea ha stabilito in un recente documento che gli Omega-3, in particolare il DHA, sono necessari alla corretta funzione cerebrale in tutte le eta’ e contribuiscono al normale sviluppo del cervello in neonati e bambini.

L’Omega-3 DHA e’ presente in alte concentrazioni nel sistema nervoso centrale, dove svolge un ruolo sia strutturale che funzionale, e nella retina.

L’EFSA ritiene che il suo ruolo benefico per il cervello sia confermato da numerosi studi, e che la sua presenza sia importante a qualsiasi eta’, sebbene la crescita del cervello ne richieda elevate concentrazioni soprattutto durante i primi due anni e per tutta l’infanzia.

L’EFSA raccomanda l’assunzione di almeno 100 mg di DHA al giorno fino a 24 mesi, e almeno 250 mg al giorno dai 2 ai 18 anni.

Sulla base delle prove scientifiche, il gruppo di esperti conclude che esiste un rapporto di causa-effetto tra il consumo di DHA e il corretto sviluppo cerebrale.

Ti ricordo che 1 capsula di A-M B-Well PGFO oppure 1 ml di Liquid Gold contengono 200 mg di DHA.

 

Riferimenti in inglese:
Autorita’ europea per la sicurezza alimentare (EFSA)

 

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Omega-3 per la salute del tuo cervello

Cervello e Omega-3Anni di ricerche hanno dimostrato che gli Omega-3, i grassi “amici” della salute, sono importanti per il sistema nervoso dalle prime fasi dello sviluppo fino alla terza età, in quanto aiutano a mantenere anche il cervello in salute.

Inoltre le ricerche sperimentali indicano che gli Omega-3 agiscono sul sistema nervoso centrale, dove riducono l’eccitabilità delle cellule cerebrali.

Grazie a queste caratteristiche benefiche, unite a quelle di stabilizzare il battito cardiaco e prevenire l’insorgenza dell’infarto, gli Omega-3 potrebbero aiutare anche chi soffre di epilessia, contribuendo a diminuire la frequenza delle crisi convulsive e dei problemi cardiaci collegati.

Lo afferma uno recente studio californiano pubblicato sul Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry.

La ricerca è stata condotta su 24 pazienti epilettici che non rispondevano più ai trattamenti tradizionali.

In questi individui il consumo in basse dosi di integratori di olio di pesce (equivalente a 2 capsule di A-M B-Well PGFO al giorno) ha ridotto del 30% la frequenza delle crisi epilettiche, un effetto paragonabile a quello dei farmaci antiepilettici.

Anche questa ricerca indica che l’olio di pesce puo’ rappresentare un intervento a basso costo ed alternativo ai farmaci per migliorare il profilo cardiovascolare e la salute del cervello.

Link in inglese:
Journal of Neurology, Neurosurgery & Psychiatry

 

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“L’olio di pesce ha salvato nostro figlio”

Grant Virgin alla CNNL’olio di pesce ad alto contenuto di Omega-3 è uno dei nutrienti meglio documentati sul mercato, e i molti benefici che apporta alla salute sono stati ripetutamente dimostrati.

E’ particolarmente importante per la salute del cervello, e può anche aiutare a guarire e ripristinarne le funzioni dopo una lesione cerebrale traumatica.

Recenti ricerche suggeriscono inoltre che l’olio di pesce può contribuire a rallentare l’atrofia cerebrale legata all’età.

Un nuovo esempio dell’efficacia dell’olio di pesce in questo campo è dato dallo straordinario recupero di Grant Virgin da un grave trauma cerebrale.

La vicenda, riportata da un servizio televisivo della CNN, è stata seguita da tutta la stampa americana.

La lunga strada di Grant Virgin, oggi diciassettenne, è incominciata nel settembre 2012 quando è stato investito da un’auto.

Grant presentava gravi danni cerebrali, fratture del cranio, fratture vertebrali, e diverse emorragie nel cervello. I medici dissero ai suoi genitori che non c’era nessuna speranza di guarigione, e che non sarebbe sopravvissuto alla notte.

I familiari avevano sentito di casi simili curati con l’olio di pesce, e contattarono il Dott. Barry Sears, il biochimico del MIT che ha condotto studi approfonditi sugli effetti sulla salute dell’olio di pesce di grado farmaceutico.

Seguendo i suoi consigli utilizzarono una dose di 20 g al giorno di olio di pesce ad alta concentrazione, e già dopo 48 ore Grant fu in grado di chiamare sua madre al telefono, ed oggi sta tornando alla normalità.

La madre ha definito il suo recupero “incredibile” mentre all’ospedale che lo ha avuto in cura lo definiscono un “miracolo”.

Dal 2006 ad oggi ci sono stati altri sette casi in cui l’utilizzo di olio di pesce ha portato alla guarigione da lesioni cerebrali, da Randall McCloy, al quale dopo un incidente minerario era stata diagnosticata una vita vegetativa mentre oggi ha una vita felice ed un figlio, al 17enne Bobby Ghassemi di cui, dopo un grave incidente d’auto, i medici dissero che non si sarebbe più ripreso, e che oggi ha felicemente terminato gli studi.

La teoria alla base dell’olio di pesce come intervento terapeutico per il trauma cranico è allo stesso tempo semplice e complessa. In parole povere, il cervello è per il 30% composto da acidi grassi Omega-3.

‘Se un muro di mattoni viene danneggiato, non utilizzeresti mattoni per ripararlo? ‘ ha detto il dottor Michael Lewis, fondatore del Brain Health Education and Research Institute. ‘Attraverso l’utilizzo di Omega-3 in dosi consistenti, si forniscono le basi al cervello per riparare se stesso.’

Gli Omega-3, che aiutano a combattere l’infiammazione in tutto il corpo, aiutano anche a sedare l’infiammazione nel cervello.

Dopo una lesione traumatica, l’infiammazione del cervello che si verifica può continuare per lunghi periodi di tempo a meno che, come afferma il Dott. Sears, “non ci sia una seconda reazione che la spegne.”
L’olio di pesce, a quanto pare, può aiutare a fare proprio questo, quando somministrato in dosi sufficientemente elevate.

L’olio di pesce di Grado Farmaceutico A-M B-Well ha le stesse caratteristiche di quello utilizzato per la cura di questi pazienti.

 

Links:
Articolo in inglese della CNN su Grant Virgin
Articolo in inglese della CNN su Bobby Ghassemi

Riferimenti:
1. Roberts L,Bailes J, Dedhia H, Zikos A, Singh A, McDowell D, Failinger C, Biundo R, Petrick J, and Carpenter J. “Surviving a mine explosion.” J Am Coll Surg 207:276-283 (2008)
2. Sears B, Bailes J, and Asselin B. “Therapeutic use of high-dose omega-3 fatty acids to treat comatose patients with severe brain injury.” PhamaNutrition 1: 86-89 (2013)

 

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Omega-3 per il quoziente intelettivo dei bambini

omega3-bambiniGli Omega-3 possono aiutarci a mantenere i nostri bambini concentrati e vigili durante la giornata scolastica, ed aiutarli a ricordare meglio le nozioni appena imparate.

Integrare l’alimentazione dei bambini con olio di pesce, ricco di Omega-3, aiuta infatti a potenziare il loro quoziente intellettivo (QI), come dimostra una meta-analisi pubblicata dai ricercatori della New York University.

Il team di ricercatori ha valutato l’effetto di supplementi tradizionali raccomandati alle donne in gravidanza, alle neo mamme e ai loro bambini.

Mentre ferro e vitamina B1 sono risultati inefficaci, gli Omega-3 EPA e DHA hanno portato un miglioramento del quoziente intellettivo (QI) dei bambini di ben 3,5 punti.  

La spiegazione dei ricercatori è che gli Omega-3 forniscono la materia prima, che l’organismo non è in grado di produrre da solo, indispensabile per le cellule nervose.

Liquid Gold, l’olio di pesce ultrapurificato ad alta concentrazione aromatizzato agli agrumi certificato Ifos, e’ l’ideale per coloro che hanno difficoltà di deglutire le capsule, come i bambini. Ed e’ anche conveniente: ogni flacone, a parita’ di prezzo con PGFO capsule, contiene il 30% di olio di pesce in piu’.

Fonte: Perspectives on Psychological Science

 

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Gli Omega-3 fanno bene al cervello fin da bambini

omega 3 bambiniGli Omega-3 fanno bene al cervello dei bambini fin dai primissimi anni di età.

Lo ha recentemente dimostrato uno studio del North Carolina Research Campus pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition.

I ricercatori hanno confrontato in un campione di bambini tra sette e nove anni il tasso di omega-6, acidi grassi tipici della carne e degli oli vegetali, con quello di omega-3.

”I bambini che mangiavano troppi omega-6 avevano una più bassa velocità di elaborazione dei dati della memoria – spiegano gli autori – e più difficoltà nel risolvere i problemi di programmazione rispetto a quelli che assumevano invece quantità maggiori di omega-3 ”.

Fonte in inglese: North Carolina Research Campus

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Cervello piu’ grande con gli Omega-3

omega-3 e cervello
omega-3 e cervello

Gli omega-3 migliorano capacità cognitive e volume del cervello.

E’ questa la conclusione cui è giunto un gruppo di ricercatori dell’Università di Uppsala (Svezia).
I risultati dei loro studi, che hanno coinvolto 252 uomini e donne, sono stati pubblicati sulla rivista Age.

Gli Omega-3, soprattutto il DHA, sono nutrienti molto importanti per la salute del sistema nervoso. La quantità di questo acido grasso a livello del cervello è molto elevata.
Qui il DHA svolge un ruolo fondamentale sia per la struttura, sia per le funzioni dei neuroni e la produzione di nuove cellule nervose. Diversi studi hanno dimostrato che questo Omega-3 influenza le capacità cognitive e di attenzione, quelle visive e il comportamento.

Non solo, il DHA svolge un ruolo importante anche in alcuni disturbi psichiatrici e protegge i neuroni dagli effetti dannosi della malattia di Alzheimer.
I partecipanti alla ricerca con le maggiori capacità cognitive assumevano circa 1 g di EPA e DHA al giorno, una quantità circa 10 volte maggiore rispetto, ad esempio, al consumo di Omega-3 medio di un abitante degli Stati Uniti.

Fonte in inglese: PubMed

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