Come gli Omega-3 riducono il rischio di sviluppare l’Alzheimer

Gli Omega-3 riducono i livelli nel sangue di una proteina, la beta-amiloide, strettamente associata allo sviluppo della malattia di Alzheimer.

La dimostrazione arriva dalle pagine di Neurology, dove un gruppo di ricercatori guidato da Nikolaos Scarmeas del Columbia University Medical Center di New York (Stati Uniti) ha pubblicato uno studio in cui ha rilevato che una alimentazione caratterizzata da alti livelli di Omega-3 permette la diminuzione della concentrazione di beta-amiloide nel sangue del 20-30%.

Per giungere a questa conclusione è stato necessario analizzare le abitudini alimentari di più di 1.200 individui di età superiore ai 65 anni. All’inizio dello studio nessuno dei partecipanti era affetto da disturbi neurologici e le concentrazioni di beta-amiloide sono state rilevate tramite esami del sangue.

Dopo un anno e mezzo Scarmeas e collaboratori hanno scoperto che chi aveva assunto i livelli più elevati di Omega-3 aveva accumulato meno beta-amiloide nel plasma.

Gli Omega 3 aiutano il corpo a produrre molecole anti-infiammatorie neuroprotettive in grado di contrastare la produzione di beta amiloide nel cervello.

Commenta Fiorella Biasi, docente di Patologia generale alla Facoltà di Medicina San Luigi Gonzaga di Torino e coautore di una revisione su grassi alimentari e Alzheimer pubblicata da Molecular Nutrition & Food Research: «Gli Omega 3 sono naturali antagonisti degli Omega 6. Al contrario degli Omega 6, gli Omega 3 forniscono il substrato per la produzione di molecole anti-infiammatorie neuroprotettive in grado di contrastare la produzione di beta amiloide nel cervello. E la beta amiloide è tossica per i neuroni: il suo accumulo concorre alla formazione delle “placche senili”, causando quei danni alla memoria e alle capacità cognitive che caratterizzano malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer. Tuttavia, anche gli Omega 6 sono essenziali per funzioni fondamentali del nostro organismo. Entrambi gli acidi grassi devono, quindi, essere introdotti pur mantenendo un corretto rapporto Omega 3/Omega 6 a favore degli Omega 3. «Bisogna tener conto, inoltre, — prosegue l’esperta — dell’importanza di assumere adeguate quantità di antiossidanti e di limitare il consumo di grassi animali ricchi in colesterolo pure capace di potenziare la neurotossicità della beta amiloide. Durante la lavorazione e la conservazione (cottura, stagionatura, liofilizzazione) degli alimenti di origine animale, ricchi in grassi e colesterolo, quest’ultimo si ossida formando gli ossisteroli ancora più dannosi. La dieta mediterranea è quindi il modello nutrizionale ideale visto che prevede moderati consumi di formaggio e carne rossa, ed è ricca di frutta, vegetali e pesce».

La Beta-Amiloide e il Cervello

La beta-amiloide è una proteina che ha attirato l’attenzione dei ricercatori che studiano le patologie neurodegenerative. Questa proteina può accumularsi nel tessuto cerebrale, contribuendo alla formazione di depositi proteici.

L’accumulo di questa proteina è associato a:

  • Danni alla funzione dei neuroni
  • Possibili effetti sulla memoria
  • Impatto sulle capacità cognitive

Possibili Meccanismi

I ricercatori hanno proposto alcune ipotesi su come gli omega-3 potrebbero influenzare i livelli di beta-amiloide. Gli acidi grassi omega-3, in particolare EPA e DHA, potrebbero favorire la produzione di molecole con proprietà anti-infiammatorie che svolgono funzioni protettive a livello cerebrale.

Questi composti potrebbero potenzialmente modulare i processi che portano alla produzione e all’accumulo di beta-amiloide nel cervello.

Fonti Alimentari di Omega-3

Per aumentare l’assunzione di omega-3 attraverso l’alimentazione, si possono considerare:

  • Pesce grasso (salmone, sgombro, sardine, aringhe)
  • Semi di lino macinati
  • Noci
  • Semi di chia
  • Oli di pesce di qualità

Considerazioni Importanti

È fondamentale sottolineare alcuni aspetti:

Non è una cura: Questo studio osservazionale mostra un’associazione, ma non dimostra che gli omega-3 prevengano o curino condizioni neurodegenerative. Sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere completamente questa relazione.

Approccio globale alla salute cognitiva: La salute del cervello dipende da molteplici fattori, tra cui:

  • Alimentazione equilibrata e completa
  • Attività fisica regolare
  • Stimolazione cognitiva
  • Gestione dello stress
  • Sonno adeguato
  • Controllo dei fattori di rischio cardiovascolare

Consultazione medica: Chi è preoccupato per la propria salute cognitiva o ha familiarità con patologie neurodegenerative dovrebbe discutere con il proprio medico le strategie di prevenzione più appropriate per la propria situazione.

Quantità alimentari: Lo studio ha evidenziato differenze basate sull’assunzione alimentare di omega-3. Raggiungere livelli adeguati solo attraverso la dieta può richiedere il consumo regolare di alimenti ricchi di questi acidi grassi.

Prospettive di Ricerca

Questo studio contribuisce a un corpo crescente di ricerche che esplorano il legame tra nutrizione e salute cerebrale. Ulteriori studi sono necessari per:

  • Determinare se esiste una relazione causale diretta
  • Identificare i dosaggi ottimali
  • Comprendere i meccanismi biologici specifici
  • Valutare gli effetti a lungo termine

Conclusioni

I risultati di questa ricerca suggeriscono un’interessante associazione tra l’assunzione di omega-3 e i livelli di una proteina coinvolta nei processi neurodegenerativi. Tuttavia, questo rappresenta solo un tassello in un panorama complesso.

Chiunque sia interessato a ottimizzare la propria salute cognitiva dovrebbe adottare un approccio olistico che includa alimentazione sana, stile di vita attivo e consultazione regolare con professionisti sanitari per raccomandazioni personalizzate.

Fonte in italiano: Corriere della Sera 07/06/2012
Fonte in inglese: Neurology

 

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