Gli Omega-3 aumentano il testosterone maschile

Uno studio del 2020, condotto da un gruppo di ricercatori australiani e neozelandesi, ha confermato gli effetti positivi dell’olio di pesce sulla fertilità maschile.

In particolare gli Omega-3 hanno effetti benefici sui livelli di testosterone negli uomini, l’ormone più importante per quanto riguarda la sessualità , ma che influisce anche sulla vitalità , la buona saluteprotegge dalle malattie metaboliche e contribuisce a migliorare l’umore.

La ricerca era inizialmente mirata a verificare l’effetto dell’olio di pesce sui livelli di insulina in persone con problemi di peso ma, analizzando i risultati, gli studiosi si sono accorti che oltre a ridurre i livelli di insulina sia negli uomini che nelle donne, gli integratori avevano un altro effetto: l’aumento dei livelli di testosterone nei soli uomini.
Nelle donne che hanno partecipato allo studio, infatti, i livelli dell’ormone – che è presente anche nelle femmine a livelli minori – sono rimasti inalterati.

Ai partecipanti sono stati somministrati 860 mg di DHA e 120 mg di EPA al giorno, l’equivalente in DHA di 4 capsule di A-M B-Well PGFO oppure 1 cucchiaino da tè di Liquid Gold.

Fonte in inglese: Prostaglandins, Leukotrienes & Essential Fatty Acids

Omega-3 e effetti collaterali. Come evitarli?

I grandi benefici dovuti agli Omega-3 sono ormai noti a tutti, ma esistono possibili effetti collaterali e possono essere evitati?

Problemi allo stomaco
Sebbene la ricerca suggerisca che una piccolissima percentuale di persone (appena circa l’1%) sperimenti disturbi digestivi dopo aver assunto olio di pesce, alcuni riferiscono “ritorni di gusto” durante la digestione.
Per evitare questo tipo di problemi è essenziale assumere un olio di pesce purissimo ad alta digeribilità come A-M B-Well, suddividere la quantità giornaliera ed assumerla subito prima dei pasti principali.

Problemi di coagulazione
Gli Omega-3 hanno un effetto fluidificante sul sangue, simile a quello dell’aspirina, ed aiutano a prevenire l’ipertensione.
Questo significa una minore aggregazione delle piastrine del sangue, facendo diminuire anche il rischio di trombi.
Ma se si soffre di un disturbo della coagulazione o si assumono già farmaci classificati come anticoagulanti, per cautela meglio parlare con il medico prima di assumere integratori di olio di pesce Omega-3, poiché teoricamente si potrebbero sommare gli effetti.

Troppa vitamina A
Alcuni tipi di olio di pesce non raffinati (e tipicamente l’olio di fegato di merluzzo) contengono vitamina A, anche in dosi elevate.
Questa vitamina può essere facilmente assunta con l’alimentazione, in quanto è presente sia in alimenti animali che vegetali.
Pur essendo benefica, la vitamina A si accumula nell’organismo, e se assunta in dosi eccessive può provocare un’intossicazione.
L’olio di pesce A-M B-Well grazie al suo elevatissimo grado di purezza, contiene esclusivamente Omega-3, quindi può essere assunto anche in dosi elevate senza rischi di intossicazioni di nessun tipo

Perossidazione metabolica
Quando introduciamo nel nostro organismo gli Omega 3, questi sfruttano abbondantemente la funzione protettiva della vitamina E, e se questa non viene introdotta proporzionalmente ad essi, aumenta il rischio di “impegnarla tutta” lasciando sprovviste le rimanenti vie metaboliche.
Se nell’organismo non fosse presente vitamina E si rischierebbe di ottenere effetti nocivi dall’assunzione di Omega-3 ( a causa della Perossidazione metabolica), anziché benefici.
L’olio di pesce A-M B-Well contiene 10 UI di vitamina E di origine naturale per ogni grammo.

Gli Omega-3 migliorano il cervello anche dei bambini

Pediatri e nutrizionisti si trovano concordi nel ritenere l’integrazione di Omega-3 di origine marina EPA e DHA di importanza fondamentale, visto possono avere un profondo impatto sul miglioramento delle capacità cognitive e intellettive dei bambini e dei ragazzi.

Una nuova sperimentazione clinica, condotta dai ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, ha aggiunto ulteriori conferme sul campo.

Gli scienziati hanno infatti verificato che gli Omega-3 DHA possono migliorare significativamente la cognizione nei bambini gravemente malnutriti.

Da tempo viene utilizzato in Africa un alimento terapeutico (RUTF) a base di burro di arachidi fortificato con micronutrienti per ripristinare la massa corporea e muscolare dei bambini malnutriti.

La grande maggioranza dei bambini trattati si sono ripresi grazie al RUTF, ma con problemi cognitivi associati alla grave malnutrizione come difficoltà nel linguaggio, problemi di mobilità e problemi comportamentali.

Gli scienziati, sapendo che il DHA costituisce il 10% della materia cerebrale ed è il nutriente più importante per il cervello, hanno verificato per tre anni l’aggiunta di DHA all’alimento terapeutico.

I risultati, pubblicati sull’American Journal of Clinical Nutritionmostrano un miglioramento del 22% rispetto ai bambini che hanno ricevuto il cibo terapeutico standard.

“Questo suggerisce che la mancanza di DHA stava limitando il miglioramento cognitivo”, ha detto il Prof. Manary, professore di pediatria a consulente dell’OMS a capo del progetto. “È una notizia fantastica, nel senso che il cibo terapeutico potenziato con DHA potrebbe ripristinare i cervelli malnutriti meglio di prima”.

Nel caso la tua alimentazione non fosse ricca di Omega-3 DHA, ti ricordiamo che 1 capsula di A-M B-Well PGFO contiene 200 mg di DHA, mentre 1 cucchiaino da tè di Liquid Gold ne contiene ben 1000 mg.

Fonte in inglese : Washington University School of Medicine

Gli Omega-3 “avvelenano” i tumori

Gli Omega-3 potrebbero essere utili nella lotta contro alcuni tumori maligni dato che rallentano la progressione del cancro.
A sostenerlo è un gruppo di ricercatori dell’Università di Leuven (Belgio) che ha approfondito tesi e studi che già in passato sottolineavano l’importanza del consumo di Omega-3.
Per gli esperti questi acidi grassi buoni, e in particolare l’acido docosaesaenoico (DHA), potrebbero aiutare il rallentamento dell’avanzata di alcuni tipi di cancro, tra cui quello al seno e al colon.
In particolare, sembra che il DHA “avveleni” di fatto i tumori, agendo sulle cellule tumorali attraverso un fenomeno chiamato ferroptosi, un morte cellulare legata alla perossidazione di alcuni acidi grassi.
Nel giro di poche settimane, i risultati sono stati “impressionanti e sorprendenti”, come li definiscono gli stessi Autori: “Abbiamo scoperto che alcuni acidi grassi stimolano le cellule tumorali mentre altri le uccidono e il DHA è un vero e proprio veleno”.
Lo studio ha previsto anche una fase in cui è stata somministrata una dieta con elevata concentrazione di DHA a cavie affette da patologie tumorali.
Le cavie con dieta arricchita in DHA hanno tutte mostrato un significativo rallentamento della progressione delle patologie neoplastiche.
“Per un adulto – concludono gli studiosi -si consiglia di consumare almeno 250 mg di omega-3 DHA al giorno.
Ma le indagini dimostrano che la nostra alimentazione fornisce in media solo da 50 a 100 mg al giorno. Questi valori sono ben al di sotto dell’assunzione minima raccomandata”.
Nel caso la tua alimentazione non fosse ricca di Omega-3 DHA, ti ricordo che 1 capsula di A-M B-Well PGFO contiene 200 mg di DHA, mentre 1 cucchiaino da tè di Liquid Gold ne contiene ben 1000 mg.

Fonte in italiano: Il Giornale
Fonte in inglese: Cell Metabolism

Omega 3: non solo per il cuore ma anche per i muscoli

Il naturale invecchiamento dei muscoli può essere contrastato stimolando il loro metabolismo con l’assunzione degli acidi grassi Omega 3 EPA e DHA.
A dimostrarlo è una meta-analisi di 66 studi scientifici apparsa sulle pagine di Clinical Nutrition ESPEN, in cui i ricercatori della University of Southampton (Regno Unito) hanno studiato l’efficacia dell’assunzione giornaliera di Omega-3 sulla degenerazione muscolare (sarcopenia).
La perdita di massa muscolare è particolarmente evidente nelle persone anziane, ma ne può soffrire anche chi è costretto a lunghi periodi di inattività fisica.

I risultati indicano che esiste un effetto positivo dell’integrazione di Omega-3 sulla massa e sulla forza muscolare.
Le conoscenze attuali dimostrano quindi che l’impoverimento della massa muscolare non è un fenomeno del tutto incontrollabile.
Anzi, sono sufficienti pochi grammi al giorno di Omega-3 per riattivare la sintesi delle proteine dei muscoli, dimostrando l’esistenza di una interazione tra gli acidi grassi Omega-3 e il metabolismo delle proteine nei muscoli umani.
E l’integrazione alimentare con gli Omega-3 è una strategia sicura, semplice ed economica per contrastare la sarcopenia.

Fonte in inglese: Clinical Nutrition ESPEN

Omega 3: Un Prezioso Alleato per il Cervello

Uno studio condotto in Svezia dai ricercatori del Karolinska Institutet su alcuni pazienti affetti da Alzheimer dimostra che l’assunzione di integratori di Omega-3 ha effetti molto positivi sulla memoria.

Secondo la ricerca gli integratori riescono a rallentare il deterioramento cognitivo causato dalla malattia.
Questo studio è stato condotto su 33 persone affette da Alzheimer, a 18 di loro sono stati somministrati gli integratori a base di omega 3 sia al mattino che la sera.
Ai restanti pazienti invece non è stato somministrato nulla.
Lo studio è andato avanti per sei mesi, e le 33 persone sono state sottoposte spesso a vari test della memoria.
In tutti coloro che hanno assunto gli integratori la funzionalità della memoria è rimasta stabile.
Coloro che invece non hanno assunto alcun tipo di integratore sono peggiorati dal punto di vista delle loro abilità mnemoniche.

“Il miglior consiglio che abbiamo da offrire in questo momento è di essere fisicamente attivi e di includere gli omega-3 nell’alimentazione, sotto forma di pesce azzurro o come integratori.
Possiamo vedere una differenza nei risultati dei test di memoria.
I pazienti che assumevano integratori di omega-3 in una fase iniziale della malattia hanno ottenuto punteggi migliori”, ha affermato la neuroscienziata Yvonne Freund-Levi.

Fonte in inglese: Journal of Alzheimer’s Disease

Più Omega-3, meno dolore

L’emicrania è una delle malattie neurologiche più comuni e colpisce un miliardo di persone in tutto il mondo.

Gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 sono precursori delle ossilipine, sostanze coinvolte nella regolazione del dolore e dell’infiammazione.
I derivati degli Omega 3 sono associati ad effetti antinocicettivi (cioè riducono la sensazione dolorosa) e antinfiammatori, mentre le ossilipine derivate dagli Omega-6 peggiorano il dolore e provocano emicrania.
Dato che il corpo umano non è in grado di sintetizzare né gli Omega-3 (EPA e DHA), né gli Omega-6 (acido linoleico), i loro livelli nell’organismo possono essere regolati attraverso l’alimentazione o l’integrazione.

In uno studio pubblicato nel luglio 2021 sul British Medical Journal, alcuni ricercatori americani hanno analizzato l’effetto di tre diete su altrettanti gruppi di pazienti: una prevedeva l’aumento di Omega-3 con un costante consumo di Omega-6; la seconda un incremento di Omega-3 e una riduzione di Omega-6; la terza, di controllo, manteneva i consumi tradizionali.
I risultati hanno premiato i due regimi dietetici ad alto contenuto di Omega-3: l’alimentazione che prevedeva il solo aumento di Omega-3 ha comportato una riduzione media di due giorni di cefalea al mese, mentre il gruppo che ha seguito un’alimentazione ad alto contenuto di Omega-3 e basso livello di Omega-6 ha visto una riduzione di ben quattro giorni di cefalea al mese.
I partecipanti ai due gruppi hanno anche riportato mal di testa più brevi e meno gravi rispetto a quelli del gruppo di controllo con alimentazione invariata.

I risultati della ricerca sono notevoli anche per l’ampiezza della risposta all’intervento: gli studi clinici sui trattamenti farmacologici recentemente approvati per la prevenzione dell’emicrania, come gli anticorpi monoclonali, hanno riportato riduzioni di circa 2,5 giorni di cefalea al mese, rispetto ai 2-4 giorni di emicrania in meno ottenuti con un’alimentazione ricca di Omega-3.

Questi risultati notevoli sono ancora più entusiasmanti perché circa due terzi dei partecipanti allo studio soffriva di emicrania cronica (più di 15 giorni di cefalea al mese) e poco più della metà soffriva di cefalea da abuso di farmaci, patologie che sono tipicamente più refrattarie anche al trattamento con i farmaci.

La quantità di Omega-3 utilizzata nello studio (1,5 grammi di EPA e DHA al giorno), può essere facilmente raggiunta con 2 capsule di A-M B-Well PGFO oppure 1/3 di un cucchiaino da tè di Liquid Gold.

Fonte in inglese: British Medical Journal
Fonte in italiano: La Repubblica

Omega 3 contro stress e infiammazione

Uno studio suggerisce che un’alta dose giornaliera di un integratore di omega-3 può aiutare a rallentare gli effetti dell’invecchiamento, sopprimendo i danni e aumentando la protezione a livello cellulare.

I ricercatori della Ohio State University hanno scoperto che gli integratori che contenevano 2,5 grammi di acidi grassi polinsaturi omega-3 , la dose più alta testata, erano i migliori per aiutare il corpo a resistere agli effetti dannosi dello stress.

Durante un evento stressante in laboratorio, i partecipanti che assumevano integratori di omega-3 hanno prodotto meno cortisolo (l’ormone dello stress) e livelli più bassi di citochine pro-infiammatorie, rispetto al gruppo che aveva assunto una sostanza inerte (placebo).

E mentre dopo l’evento stressante i livelli di composti protettivi sono diminuiti drasticamente nel gruppo placebo, non sono state rilevate tali diminuzioni nelle persone che assumevano omega-3.

I potenziali effetti anti-invecchiamento sono stati considerati particolarmente evidenti perché si sono verificati in persone sane ma anche sedentarie, in sovrappeso e di mezza età, tutte caratteristiche che potrebbero portare a un rischio maggiore di invecchiamento accelerato.

Ti ricordo che bastano 3 capsule di A-M B-Well PGFO oppure mezzo cucchiaino da tè di Liquid Gold per raggiungere le quantità suggerite dallo studio.

Fonte: The Ohio State University College of Medicine

Vuoi vivere più a lungo? Aumenta gli Omega-3

Uno studio pubblicato su Nature Communications da un gruppo di ricerca internazionale costituito da più di 50 ricercatori ha analizzato i dati di 17 studi condotti in 4 continenti.


Dalla ricerca è emerso che, nelle persone con i livelli di acidi grassi omega-3 nel sangue più alti, il rischio di morte era significativamente inferiore.
In totale sono stati analizzati i dati di 42.500 persone seguite per un tempo medio di 16 anni.
I ricercatori hanno scoperto che il gruppo con i livelli di omega-3 più elevati aveva un rischio di morte per tutte le cause inferiore del 13% rispetto al gruppo con livelli più bassi.
Inoltre, sono stati in grado di analizzare riduzioni del rischio statisticamente significative per tre principali cause di morte.

Per le malattie cardiovascolari è emersa una riduzione del 15%, per il cancro il calo è stato dell’11% mentre è emersa una riduzione del 13% del rischio di morte per tutte le altre cause combinate.

Il dottor William S. Harris, autore principale dello studio, ha sintetizzato i risultati: “i dati pubblicati mostrano che, nel lungo termine, avere livelli di omega-3 elevati nel sangue può aiutare a mantenere la salute generale migliore.”
“Questo sguardo completo agli studi osservazionali sugli acidi grassi omega-3 nel sangue indica che gli omega-3 a catena lunga EPA e DHA, solitamente ottenuti dal pesce, sono fortemente associati alla diminuzione della mortalità per tutte le cause, mentre i livelli degli omega-3 vegetali 3 acido alfa-linolenico (ALA) lo sono meno “, ha affermato Tom Brenna, PhD, professore nutrizione umana e chimica della Dell Medical School dell’Università del Texas.

Fonte in inglese: Nature Communications

Gli Omega-3 sono utili per chi fa sport?

Secondo uno studio pubblicato il 21 ottobre 2020 e condotto da ricercatori dell’Università Cattolica di San Antonio di Murcia (Spagna), l’integrazione con grassi Omega-3 DHA + EPA può fornire benefici cardiorespiratori e migliorare la potenza muscolare nei ciclisti dilettanti.

Ai partecipanti della ricerca su 50 ciclisti dilettanti pubblicato sul Journal of the International Society of Sports Nutrition, sono stati somministrati Omega-3 DHA e EPA oppure una sostanza inerte (placebo) per un totale di 30 giorni.

I ciclisti hanno completato due test, uno all’inizio e l’altro alla fine dello studio.

Prima e dopo, i ricercatori hanno misurato la “soglia ventilatoria 2”, nota anche come “soglia del lattato”, che è l’intensità dell’esercizio al di sopra della quale il respiro diventa affannoso, ed è limitata dall’accumulo nel flusso sanguigno del lattato, un sottoprodotto della respirazione cellulare.

Nella seconda misurazione, il gruppo che senza saperlo aveva assunto Omega-3 ha mostrato un aumento significativo della potenza erogata e del periodo di tempo in cui è stato possibile continuare il test rispetto al gruppo che aveva assunto placebo, evidenziando grazie agli Omega-3 un miglioramento della capacità aerobica e del recupero della frequenza cardiaca.

I risultati entusiasmanti e promettenti dello studio vanno ad aggiungersi ad una crescente letteratura scientifica che conferma un miglioramento dell e prestazioni sportive grazie agli Omega-3.