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Trigliceridi alti: quando preoccuparsi?

Avere i trigliceridi alti è un fattore di rischio per la salute cardiovascolare.
La normale concentrazione di trigliceridi nel sangue è compresa tra i 60 mg/dl e i 150 mg/dl.
Quando la concentrazione supera questo ultimo valore, ci si trova in una condizione detta di ipertrigliceridemia che può essere più o meno grave:
Trigliceridi normali: < 150 mg/dl
Trigliceridi border-line: 150-199 mg/dl
Trigliceridi alti: 200 – 499 mg/dl
Trigliceridi molto alti: > 500 mg/dl

La situazione è considerata particolarmente rischiosa se livelli di trigliceridi così alti sono associati a livelli bassi di colesterolo HDL o ad una sindrome metabolica.

Lo stile di vita può aiutare a mantenerli al di sotto di questi valori di riferimento; le armi da utilizzare sono: il controllo del peso; l’attività fisica; l’astinenza dal fumo; la limitazione del consumo di alcolici; le abitudini alimentari.

Ma numerosi studi clinici hanno ormai chiaramente accertato che i trigliceridi possono essere ridotti anche grazie agli Omega-3.

Qual è il consumo di omega-3 ottimale per proteggere la salute del cuore?
Secondo le conclusioni dell’ Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA – un’agenzia dell’Unione europea), per ottenere gli effetti di riduzione della pressione sanguigna e dei livelli dei trigliceridi occorre un’assunzione di Omega-3 EPA e DHA compresa tra 2 e 4 g al giorno, equivalenti a 3/6 capsule di Omega-3 PGFO oppure da mezzo cucchiaino a un cucchiaino da tè intero di Liquid Gold.

Il dottor Bruce Holub, scienziato nutrizionista della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute, afferma che le ricerche scientifiche mostrano come per ogni grammo di Omega-3 EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane.

Assumendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 30%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

Fonte : European Food Safety Authority (EFSA) | Unione Europea

Omega-3 e Trigliceridi: Cosa Dice la Ricerca Scientifica

Una Panoramica degli Studi su EPA, DHA e Profilo Lipidico

Disclaimer: Questo articolo ha finalità esclusivamente educative e informative. Non costituisce consiglio medico, diagnosi o trattamento. Le informazioni riportate non suggeriscono che gli omega-3 possano sostituire farmaci ipolipemizzanti prescritti o modifiche dello stile di vita raccomandate dal medico. L’ipertrigliceridemia è una condizione medica che richiede valutazione e gestione da parte di professionisti sanitari qualificati. Non modificare terapie farmacologiche o dosaggi senza consulto medico. Consulta sempre il tuo medico prima di assumere integratori, specialmente se hai condizioni mediche pre-esistenti o assumi farmaci.


La ricerca scientifica ha dedicato particolare attenzione allo studio degli acidi grassi omega-3 (EPA e DHA) in relazione al profilo lipidico, con particolare focus sui trigliceridi plasmatici. In questo articolo esaminiamo cosa dice la letteratura scientifica, quali sono i meccanismi ipotizzati e come interpretare questi dati con spirito critico.

Cosa Sono i Trigliceridi

Definizione e Funzione

I trigliceridi sono lipidi (grassi) presenti nel sangue che l’organismo utilizza come fonte di energia. Vengono:

  • Assorbiti dagli alimenti che consumiamo
  • Prodotti dal fegato
  • Immagazzinati nelle cellule adipose
  • Rilasciati quando necessario per produrre energia

Livelli di Trigliceridi nel Sangue

Secondo le linee guida mediche, i livelli di trigliceridi vengono classificati come:

Livelli normali: < 150 mg/dL
Livelli borderline-alti: 150-199 mg/dL
Livelli alti: 200-499 mg/dL
Livelli molto alti: ≥ 500 mg/dL

Nota: Questi valori sono indicativi. Solo il medico può interpretare i risultati degli esami del sangue nel contesto della tua situazione clinica complessiva.

Perché i Trigliceridi Alti Sono Preoccupanti

L’ipertrigliceridemia (livelli elevati di trigliceridi) è associata a:

  • Aumento del rischio cardiovascolare
  • Possibile pancreatite (quando molto elevati, >500 mg/dL)
  • Spesso correlata ad altre alterazioni metaboliche (sindrome metabolica)

Importante: I trigliceridi sono solo uno dei fattori di rischio cardiovascolare. Il medico valuterà il profilo di rischio complessivo considerando:

  • Colesterolo totale, LDL, HDL
  • Pressione arteriosa
  • Glicemia
  • Età, sesso, familiarità
  • Abitudine al fumo
  • Altri fattori individuali

Omega-3 e Trigliceridi: La Ricerca Scientifica

Cosa Dicono gli Studi

Numerosi studi clinici hanno investigato l’effetto dell’assunzione di omega-3 (EPA e DHA) sui livelli di trigliceridi plasmatici. La ricerca ha mostrato che:

Osservazioni generali:

  • L’assunzione di omega-3 è associata a variazioni nei livelli di trigliceridi
  • L’effetto sembra dose-dipendente (maggiore il dosaggio, maggiore l’effetto osservato)
  • L’effetto è più marcato in persone con ipertrigliceridemia al basale
  • Gli studi utilizzano dosaggi variabili (da 1g a 4g al giorno di EPA+DHA)

Meccanismi biochimici ipotizzati:

  • Riduzione della sintesi epatica di trigliceridi
  • Aumento della clearance (eliminazione) dei trigliceridi dal sangue
  • Modulazione dell’attività di enzimi coinvolti nel metabolismo lipidico

Evidenze da Studi Clinici

Diversi trial clinici e meta-analisi hanno esaminato questa relazione:

Range di osservazioni negli studi:

  • Studi con dosaggi di circa 1g/die di EPA+DHA hanno osservato variazioni modeste
  • Studi con dosaggi di 2-4g/die di EPA+DHA hanno osservato variazioni più marcate
  • L’effetto varia significativamente tra individui
  • Le riduzioni osservate sono maggiori in persone con trigliceridi basali elevati

Meta-analisi: Revisioni sistematiche della letteratura hanno sintetizzato i risultati di multipli studi, confermando associazioni tra assunzione di omega-3 e riduzione dei trigliceridi, con variabilità significativa tra studi.

Interpretazione Critica dei Dati

Cosa Questi Studi NON Dimostrano

È fondamentale comprendere i limiti della ricerca:

NON dimostrano che gli omega-3 curano l’ipertrigliceridemia
NON dimostrano che gli omega-3 sostituiscono farmaci ipolipemizzanti
NON forniscono protocolli terapeutici standardizzati per auto-trattamento
NON garantiscono risultati identici in tutti gli individui
NON eliminano la necessità di modifiche dello stile di vita

Variabilità Individuale

La risposta all’integrazione di omega-3 varia significativamente tra individui in base a:

  • Livelli basali di trigliceridi
  • Alimentazione complessiva
  • Fattori genetici (polimorfismi nei geni del metabolismo lipidico)
  • Presenza di altre condizioni metaboliche
  • Assunzione di farmaci concomitanti
  • Stile di vita (attività fisica, alcol, fumo)

Tempistiche

  • Variazioni biochimiche possono essere misurabili in alcune settimane
  • Il significato clinico richiede valutazione nel tempo
  • La stabilità dei risultati richiede osservazioni prolungate
  • Il monitoraggio medico è essenziale

Gestione Medica dell’Ipertrigliceridemia

Approccio Terapeutico Standard

Le linee guida mediche per la gestione dell’ipertrigliceridemia includono:

Modifiche dello Stile di Vita (Prima Linea):

Alimentazione:

  • Riduzione di zuccheri semplici e carboidrati raffinati
  • Limitazione di alcol (anche moderato può elevare i trigliceridi)
  • Riduzione di grassi saturi
  • Aumento di fibre
  • Controllo delle porzioni e delle calorie totali

Attività Fisica:

  • Esercizio aerobico regolare (150 min/settimana minimo)
  • Attività di resistenza
  • Riduzione della sedentarietà

Gestione del Peso:

  • Perdita di peso in caso di sovrappeso/obesità
  • Anche riduzioni moderate (5-10%) possono migliorare significativamente i trigliceridi

Gestione di Altre Condizioni:

  • Controllo glicemico nel diabete
  • Gestione dell’ipotiroidismo se presente
  • Riduzione farmaci che aumentano trigliceridi (se possibile con medico)

Farmacoterapia (Se Indicata dal Medico):

Per livelli di trigliceridi elevati che non rispondono a modifiche dello stile di vita, il medico può prescrivere:

  • Fibrati
  • Statine (se elevato anche LDL)
  • Acidi grassi omega-3 a dosaggio farmacologico prescrittivo
  • Niacina (in contesti specifici)
  • Farmaci più recenti (inibitori PCSK9, altri)

Omega-3 a Dosaggio Farmacologico

Esistono farmaci a base di omega-3 purificati (prescrizione medica):

  • Icosapent etile (EPA purificato)
  • Omega-3-acidi etil esteri (EPA+DHA concentrati)

Differenza critica con integratori:

  • Dosaggi farmacologici standardizzati (2-4g EPA+DHA)
  • Purezza farmaceutica garantita
  • Studi clinici su endpoint cardiovascolari
  • Prescritti e monitorati da medico
  • Copertura eventualmente da SSN in contesti specifici

Gli integratori omega-3 NON sono equivalenti a questi farmaci prescrittivi.

Considerazioni sull’Integrazione di Omega-3

Prima di Considerare Integratori

Consulta sempre il medico se:

  • Hai trigliceridi elevati (>150 mg/dL)
  • Assumi farmaci ipolipemizzanti (statine, fibrati)
  • Assumi anticoagulanti o antiaggreganti
  • Hai diabete o altre condizioni metaboliche
  • Hai patologie epatiche o pancreatiche
  • Stai pianificando interventi chirurgici

Il medico valuterà:

  • Necessità di modifiche stile di vita vs farmaci
  • Opportunità di integrazione omega-3
  • Dosaggio appropriato alla tua situazione
  • Monitoraggio esami del sangue
  • Possibili interazioni farmacologiche

Dosaggi Studiati nella Ricerca

La ricerca scientifica ha utilizzato dosaggi variabili:

  • Studi generali: 1-2g EPA+DHA al giorno
  • Studi su ipertrigliceridemia: 2-4g EPA+DHA al giorno
  • Farmaci prescrittivi: 2-4g EPA o EPA+DHA standardizzati

CRITICO: Questi sono dosaggi utilizzati in contesti di ricerca controllata o prescrittivi. NON sono raccomandazioni per auto-trattamento.

Dosaggi elevati (>2g/die) richiedono:

  • Prescrizione e supervisione medica
  • Monitoraggio effetti collaterali
  • Verifica interazioni farmacologiche
  • Controllo esami del sangue nel tempo

Qualità degli Integratori

Se il medico approva l’integrazione, la qualità è fondamentale:

Certificazioni da verificare:

  • IFOS (International Fish Oil Standards) – verifica purezza, potenza, freschezza
  • Test per contaminanti (mercurio, PCB, diossine)
  • Dosaggio certificato di EPA e DHA (non solo “olio di pesce totale”)

Forma chimica:

  • Trigliceridi (TG): Forma naturale
  • Trigliceridi riesterificati (rTG): Forma concentrata con buona biodisponibilità
  • Esteri etilici (EE): Forma concentrata ma biodisponibilità inferiore

Freschezza:

  • Indice TOTOX basso (misura ossidazione)
  • Data di scadenza
  • Assenza di odore/sapore rancido

Approccio Alimentare

Prima dell’integrazione, considera l’alimentazione:

Fonti alimentari di omega-3:

  • Pesce grasso (salmone, sardine, sgombro, aringhe): 2-3 porzioni/settimana
  • Una porzione (100g) fornisce circa 1-2g di EPA+DHA

Alimenti da limitare per trigliceridi:

  • Zuccheri semplici e bevande zuccherate
  • Carboidrati raffinati (pane bianco, pasta non integrale)
  • Alcol (anche moderato)
  • Grassi trans
  • Eccesso calorico complessivo

Alimenti benefici:

  • Verdure e frutta
  • Cereali integrali
  • Legumi
  • Frutta secca (con moderazione)
  • Olio extravergine d’oliva

Omega-3 nel Contesto di Salute Cardiovascolare

Profilo Lipidico Completo

I trigliceridi sono solo una componente del profilo lipidico:

Altri parametri importanti:

  • Colesterolo totale
  • Colesterolo LDL (“cattivo”)
  • Colesterolo HDL (“buono”)
  • Rapporto colesterolo totale/HDL
  • Colesterolo non-HDL
  • ApoB (in contesti specifici)

Nota sugli omega-3: La ricerca ha mostrato che mentre gli omega-3 riducono i trigliceridi, possono in alcuni studi aumentare lievemente l’LDL. Il medico valuta il profilo complessivo.

Altri Fattori di Rischio Cardiovascolare

Fattori Modificabili:

  • Fumo (smettere è priorità #1)
  • Pressione arteriosa
  • Glicemia/diabete
  • Peso corporeo
  • Attività fisica
  • Alimentazione complessiva
  • Stress

Fattori Non Modificabili:

  • Età
  • Sesso
  • Familiarità/genetica

Approccio integrato: La salute cardiovascolare richiede gestione di tutti i fattori di rischio, non focus su un singolo parametro o intervento.

Raccomandazioni Pratiche

Se Hai Trigliceridi Elevati

Passo 1: Consulto Medico

  • Esami del sangue completi
  • Valutazione profilo di rischio complessivo
  • Esclusione cause secondarie (diabete, ipotiroidismo, farmaci)
  • Piano terapeutico personalizzato

Passo 2: Modifiche Stile di Vita (Priorità)

  • Alimentazione: riduzione zuccheri, alcol, carboidrati raffinati
  • Attività fisica regolare
  • Perdita di peso se necessario
  • Gestione stress
  • Sonno adeguato

Passo 3: Farmacoterapia (Se Indicata)

  • Prescrizione medica basata su livelli e rischio
  • Monitoraggio regolare
  • Aderenza alla terapia

Passo 4: Integrazione (Solo Se Approvata dal Medico)

  • Discussione rischi/benefici
  • Scelta prodotto di qualità certificata
  • Dosaggio appropriato
  • Monitoraggio effetti e interazioni

Se Sei in Salute (Prevenzione Primaria)

Priorità all’Alimentazione:

  • Dieta mediterranea o simile
  • Pesce grasso 2-3 volte/settimana
  • Abbondanza verdure, frutta, cereali integrali
  • Limitazione alimenti processati

Stile di Vita Attivo:

  • Attività fisica regolare
  • Mantenimento peso salutare
  • Non fumare
  • Alcol con moderazione

Integratori: Non necessari se alimentazione adeguata e profilo lipidico nella norma.

Conclusioni

La ricerca scientifica ha documentato associazioni interessanti tra assunzione di omega-3 (EPA e DHA) e livelli di trigliceridi plasmatici. Questi dati provengono da numerosi studi clinici e sono stati sintetizzati in meta-analisi.

Punti Chiave da Ricordare:

✓ Evidenza Scientifica

  • Studi mostrano associazioni tra omega-3 e riduzione trigliceridi
  • Effetto dose-dipendente (maggiore con dosaggi più elevati)
  • Maggiore effetto in persone con trigliceridi basali elevati
  • Meccanismi biochimici ipotizzati ma non completamente compresi

✓ Limiti e Cautele

  • Variabilità individuale significativa
  • Non sostituiscono modifiche stile di vita (prioritarie)
  • Non sostituiscono farmaci prescritti quando necessari
  • Dosaggi elevati richiedono supervisione medica
  • Integratori ≠ farmaci omega-3 prescrittivi

✓ Approccio Medico Necessario

  • Ipertrigliceridemia richiede valutazione medica
  • Modifiche stile di vita sono prima linea
  • Farmacoterapia quando indicata
  • Integrazione solo se approvata e monitorata dal medico

✓ Qualità e Sicurezza

  • Scegliere prodotti certificati (IFOS o equivalente)
  • Verificare purezza e assenza contaminanti
  • Controllare dosaggio effettivo EPA+DHA
  • Attenzione a interazioni farmacologiche

✓ Visione Olistica

  • Trigliceridi sono un parametro tra tanti
  • Salute cardiovascolare richiede approccio integrato
  • Alimentazione equilibrata complessiva più importante del singolo nutriente
  • Stile di vita attivo fondamentale

Risorse Autorevoli

Informazioni Mediche:

  • Società Italiana per lo Studio dell’Arteriosclerosi (SISA)
  • Società Italiana di Cardiologia (SIC)
  • Istituto Superiore di Sanità
  • European Society of Cardiology – Dyslipidemia Guidelines

Consulto Medico: Consulta il tuo medico di famiglia, cardiologo o specialista in nutrizione per:

  • Interpretazione esami del sangue
  • Piano personalizzato di gestione trigliceridi
  • Decisioni su farmaci o integratori
  • Monitoraggio nel tempo

Ultima revisione: Gennaio 2026

Disclaimer finale: Questo articolo riporta informazioni su studi scientifici a scopo esclusivamente educativo. Le informazioni fornite non costituiscono consiglio medico, diagnosi o trattamento per ipertrigliceridemia o altre condizioni mediche. Non utilizzare queste informazioni per autodiagnosi o autotrattamento. L’ipertrigliceridemia è una condizione medica che richiede valutazione e gestione da professionisti sanitari qualificati. Le affermazioni contenute non sono state valutate da AIFA o altre autorità regolatorie e non intendono diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia. Consulta sempre il tuo medico prima di assumere integratori, modificare la dieta o cambiare terapie farmacologiche. Non modificare dosaggi di farmaci prescritti senza consulto medico.

Omega-3: la chiave per una vita piena di salute.

Le donne incinte ne hanno bisogno per il cervello dei loro bambini. I ragazzi ne hanno bisogno per imparare. Gli adulti hanno cuori più sani grazie a loro. Questi nutrienti che sembrano essere utili per qualsiasi cosa conosciuti come acidi grassi Omega-3 riducono il dolore nelle persone affette da artrite reumatoide – e possono aiutare nella cura dell’autismo, del disordine bipolare, della depressione, dell’Alzheimer, del ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e del cancro alla prostata. Anche cani e gatti hanno bisogno di omega-3 per restare in salute.

Quindi mangia più pesce. Prendi pillole di olio di pesce. Inizia a comprare cibo arricchito. Comunque tu lo faccia, potrai avere benefici dall’assumere più acidi grassi omega-3, specificatamente DHA e EPA.

“Ci sono prove di tipo medico-nutrizionistico basate su studi scientifici su umani che suggeriscono che l’americano medio avrebbe probabilmente una vita più sana, un minor rischio di morte da problemi cardiaci e migliori funzioni cerebrali se consumasse più pesce, più integratori o più cibo arricchito con DHA ed EPA”, dice lo scienziato nutrizionista Bruce Holub, della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute.

In uno studio pubblicato nel 1999, degli scienziati italiani hanno studiato più di 11 mila uomini che avevano sofferto di attacco cardiaco. Dopo 3 anni e mezzo, la mortalità nel gruppo che assumeva circa 1 grammo di EPA e DHA al giorno era del 20% inferiore al gruppo che non aveva assunto integratori di omega-3.

In uno studio nel 2007, ricercatori giapponesi hanno seguito un gruppo di circa 18 mila persone con alti livelli di colesterolo per 5 anni, verificando che coloro che avevano assunto 1,8 grammi di omega-3 al giorno, in aggiunta ai medicinali, avevano il 20% in meno di probabilità di avere problemi coronarici rispetto a coloro che assumevano solo i medicinali.

Il dottor Holub spiega che altri studi mostrano come per ogni grammo di EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane. Alti livelli di trigliceridi sono il maggiore fattore di rischio relativo ai problemi cardiaci negli americani con più di 35 anni.

Prendendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 32%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

Mentre EPA e DHA sono entrambi essenziali per la salute del cuore, – riducono la pressione, abbassano i grassi nel sangue, rallentano lo sviluppo di trombi, ed evitano aritmie cardiache, tra le altre cose – il DHA è la star dello sviluppo degli occhi e del cervello.

Alcuni studi hanno mostrato che le donne incinte che mangiano pesce almeno 4 volte alla settimana oppure assumono ogni giorno 1,1 grammi di DHA avranno bambini con alti quozienti d’intelligenza (misurati all’età di 4 anni). I loro bambini avranno minori allergie, una vista migliore e dormiranno meglio. Le mamme che hanno assunto DHA avranno anche meno episodi di depressione postpartum.

Gli scienziati devono ancora capire fino n fondo come funziona la “magia” degli omega-3, ma la riduzione dell’infiammazione è probabilmente la chiave, soprattutto per alcune patologie. Questo spiegherebbe perché alte dosi di EPA e DHA possono ridurre la rigidezza mattutina e il dolore articolare più di molti medicinali nelle persone che soffrono di artrite, e possono aiutare nel ridurre la quantità di antidolorifici. I problemi neurologici sono un’altra area d’interesse. Alcuni studi hanno scoperto bassi livelli di omega-3 negli adulti affetti da Alzheimer e nei bambini affetti da ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), comparati a gruppi senza questi problemi. “Tutte queste patologie hanno a che fare con un comportamento anomalo delle cellule”, dice Philip Calder, nutrizionista e ricercatore alla University di Southampton in Inghilterra. “Si puo far funzionare le cellule in modo ottimale fornendo loro abbastanza omega-3, in modo che i tessuti funzionino in modo adeguato e non si abbiano queste manifestazioni di malattia”. “Perché nei secoli scorsi veniva consumato tanto pesce? Penso che stiamo solo iniziando a capirne i benefici.”

 

Fonte: Los Angeles Times 26 aprile 2010

 

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20 ragioni per assumere Omega-3

Ultimamente si leggono articoli e si vedono servizi televisivi sui benefici dell’olio di pesce con cadenza quasi quotidiana.
Ma sono davvero tutti supportati da studi scientifici? Per aiutare a fare chiarezza, abbiamo stilato un elenco relativo a 20 benefici per la salute derivanti dal consumo di olio di pesce, comprovati da studi scientifici.

 

# 20 – Aiuta persino il migliore amico dell’uomo.
Iams, un noto produttore internazionale di cibo per cani, ha condotto una ricerca concludendo che i cuccioli hanno benefici dall’olio di pesce quando è integrato nei loro primi mesi di vita. L’olio di pesce ha dimostrato di migliorare le funzioni cerebrali, la visione e l’addestrabilità dei cuccioli, portando quindi a cani adulti più felici, ben educati e di buon carattere.

# 19 – Benefici per il disturbo bipolare
I benefici dell’olio di pesce per quanto riguarda il disturbo bipolare sono significativi per i pazienti con forme lievi, che sono spesso diagnosticate come depressione. Jim Phelps, MD, un eminente ricercatore e psichiatra, ha osservato i benefici dell’olio di pesce nei suoi pazienti affetti da disturbo bipolare e ha notato che i loro sintomi maniacali e depressivi sono notevolmente migliorati.

# 18 – Aiuta il trattamento delle ulcere
Il Medical Center dell’Università del Maryland consiglia l’olio di pesce nei soggetti affetti da ulcera peptica, in quanto l’olio di pesce riduce l’infiammazione e migliora l’immunità per prevenire le recidive delle ulcere. L’olio di pesce può anche ridurre la depressione, ansia e stress, fattori che a volte contribuiscono allo sviluppo dell’ulcera peptica.

# 17 – Migliora i sintomi dell’Alzheimer
Il cervello di una persona affetta da Alzheimer beneficia dalla supplementazione di olio di pesce, in quanto l’olio di pesce aiuta a combattere le placche nel cervello che causano la malattia. I ricercatori della Università della California hanno anche scoperto che non solo l’olio di pesce previene l’Alzheimer, ma può aiutare a gestire e ridurre i sintomi nei pazienti già colpiti dalla malattia.

# 16 – Aiuta nei casi di morbo di Crohn e colite ulcerosa
La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono due malattie digestive che causano grandi sofferenze. Spesso, i trattamenti sono estremamente costosi e possono includere un intervento chirurgico per rimuovere sezioni dell’intestino. Grazie alla sua azione antinfiammatoria l’olio di pesce aiuta nella guarigione delle ulcere intestinali, migliorando i sintomi nelle persone affette.

# 15 – Può rallentare la crescita del tumore al seno
Alcune ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi essenziali Omega-3 possono rallentare la crescita del cancro, come affermato dalla American Association for Cancer Research. Ulteriori studi sono stati condotti in particolare per quanto riguarda il cancro al seno, ed anche in questo caso vi sono stati riscontri positivi per quanto riguarda l’effetto dell’olio di pesce nel rallentamento della crescita delle cellule cancerose.

# 14 – Riduce il rischio di malattie cardiache
I benefici dell’olio di pesce si estendono al sangue e al sistema circolatorio, bilanciando i livelli di colesterolo e riducendo trigliceridi nel sangue. Questo a sua volta aiuta a proteggere il tuo cuore da malattie cardiache e altri problemi cardiovascolari, come affermato dalla American Heart Association.

# 13 – Riduce l’indolenzimento muscolare
Uno studio sui bodybuilders ha recentemente dimostrato che, a causa della sua azione antinfiammatoria, l’olio di pesce può drasticamente ridurre l’indolenzimento muscolare dovuto agli allenamenti intensivi. Non solo questo è benefico per i bodybuilders, ma a tutti coloro che fanno attività fisica. La riduzione dei dolori renderà l’esercizio divertente, ed i minori tempi di recupero permetteranno una frequenza maggiore.

# 12 – Migliora la visione
Numerosi studi indipendenti negli Stati Uniti e Australia indicano che non solo ci sono benefici dall’olio di pesce quando gli occhi si stanno sviluppando durante la gestazione, ma che gli adulti che assumono olio di pesce sono meno soggetti a degenerazione maculare man mano che invecchiano.

# 11 – Riduce la depressione post-partum
Quando in gravidanza o allattamento si assume olio di pesce i benefici non sono solo per i neonati, ma anche per la mamma. Infatti l’olio di pesce non solo riduce e aiuta a prevenire la depressione post-partum (se assunto durante la gravidanza), ma permette di continuare alle mamme l’allattamento durante la cura della depressione, cosa che sarebbe impossibile se assumessero antidepressivi che passerebbero ai neonati attraverso il latte materno.

# 10 – Migliora la tua concentrazione mentale

Edward Hallowell, MD, fondatore del Centro Hallowell per l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)in Massachusetts, raccomanda gli omega-3 sotto forma di supplementi di olio di pesce per i pazienti con problemi di concentrazione. Egli osserva che i benefici dell’olio di pesce sono più evidenti per la concentrazione mentale, non tanto per l’iperattività. Il Dr. Hallowell ha verificato che possono essere necessarie fino a sei settimane per notare una differenza, ma che il miglioramento può essere abbastanza consistente. Due diversi studi hanno rivelato che i bambini affetti da ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) possono avere bassi livelli di omega-3 nel sangue rispetto ai bambini senza sintomi di ADHD, e che gli omega-3 tendono a ridursi più facilmente nel sangue dei bambini che soffrono di ADHD. Questo potrebbe spiegare perché i benefici dell’olio di pesce sono così evidenti nei bambini affetti da ADHD, e farebbe pensare che anche gli adulti affetti da ADHD potrebbero vedere simili benefici dell’olio di pesce.

# 9 – Migliora le funzioni cerebrali nei neonati

Alcuni studi hanno dimostrato che quando gli omega-3 vengono assunte dalle mamme durante la gravidanza, i benefici dell’olio di pesce sono numerosi anche per i neonati. Non solo l’olio di pesce promuove lo sviluppo del cervello e la salute maculare, i vantaggi specifici osservati attraverso la ricerca sono sorprendenti. Le donne in gravidanza che hanno assunto un integratore di alta qualità di olio di pesce hanno partorito bambini con Quoziente di Intelligenza più elevato e meno disturbi di apprendimento, e con meno probabilità di sviluppare ritardi mentali o cognitivi. Inoltre alcuni nutrizionisti ritengono che gli omega 3 siano i mattoni elementari per l’intelligenza umana, per cui i bambini che ricevono gli omega 3 attraverso integratori di olio di pesce quando la mamma è incinta e in allattamento sono statisticamente più intelligenti da adulti.

# 8 – Può impedire la Schizofrenia

L’olio di pesce può prevenire la schizofrenia. Diversi studi sono stati condotti su questa teoria, e un recente studio condotto dal Dott. Patrick McGorry in Australia ha mostrato una correlazione statisticamente significativa tra i supplementi di olio di pesce e la prevenzione della schizofrenia. Lo studio era composta di 81 ragazzi e giovani adulti che avevano mostrato i primi segni di schizofrenia. La ricerca indica che se i giovani che mostrano i primi segni della malattia non sono trattati con olio di pesce, circa un terzo di loro svilupperà la malattia. Lo studio ha dimostrato che solo il tre per cento di quelli trattati con olio di pesce ha sviluppato la schizofrenia, mentre il 28 per cento di quelli trattati con placebo si è ammalato. Questo è incredibilmente importante per la comunità medica e coloro che soffrono di malattie mentali, perché i benefici dell’olio di pesce sono numerosi e gli effetti collaterali sono minimi, soprattutto se paragonata ai tradizionali farmaci antipsicotici.

# 7 – Promuove la perdita di peso

Uno studio dell’Università della Georgia riferito sul Journal of Nutrition dimostra che uno dei benefici dell’olio di pesce è la sua capacità di impedire alle cellule adipose ad accumulare grasso, riducendo così l’accumulo di grasso totale. Inoltre, alcuni scienziati in Australia hanno scoperto che la perdita di grasso dovuta all’olio di pesce in combinazione con dieta ed esercizio fisico sono stati significativamente maggiori rispetto alla sola dieta ed esercizio. Un recente studio condotto in Giappone ha dimostrato che le cavie alle quali è stato somministrato olio di pesce avevano un metabolismo più veloce e non sono aumentate di peso , rispetto alle cavie alimentate senza integratori.

# 6 – Migliora la tua pelle

L’acido eicosapentaenoico (EPA) è uno degli acidi grassi essenziali (EFA) fornito dai supplementi di olio di pesce, e l’EPA è direttamente collegato alla salute della pelle. Sul Journal of Lipid Research è stato pubblicato nel 2005 uno studio relativo ai benefici dell’olio di pesce per quanto riguarda la pelle, e cioè migliore regolazione sebacea, aumento della idratazione, riduzione dell’acne e delle rughe. E’ stato dimostrato che l’EPA aiuta anche a proteggere la nostra pelle dai danni dei raggi UVA del sole , che provocano rughe e danni cutanei permanenti.

# 5 – Elimina i dolori articolari

L’olio di pesce aiuta non solo chi è affetto da infiammazione cronica, ma anche coloro che soffrono di altri tipi di dolori articolari tra cui l’osteoartrite e l’artrite reumatoide. L’Albany Medical College ha condotto uno studio in cui si conferma che l’olio di pesce può essere utilizzato al posto dei farmaci per lenire il dolore da artrite reumatoide. I ricercatori hanno anche suggerito che per ottenere risultati migliori è necessario utilizzare un olio di pesce puro ed in forma non sintetica.

# 4 – Riduce l’infiammazione nel corpo

Uno dei molti vantaggi degli integratori di olio di pesce purificato è la riduzione dell’infiammazione nel corpo. L’infiammazione può presentarsi in molti modi, dal lupus ai problemi della tiroide fino alla psoriasi. Tre grammi di olio di pesce al giorno sono sufficienti a ridurre molte forme di infiammazione.

# 3 – Aiuta nei casi di Depressione

Una delle cause che portano alla depressione potrebbe essere una carenza di omega-3 nel sangue. La ricerca ha dimostrato che le persone tendenti alla depressione hanno bassi livelli di omega-3 (soprattutto DHA) nel sangue. Questo pare essere dimostrato anche dal fatto che nei Paesi in cui il consumo di pesce è elevato, il tasso di depressione è inferiore alla media. Uno studio recente ha inoltre mostrato che l’assunzione di omega-3 migliora l’effetto dei farmaci antidepressivi. L’effetto antidepressivo degli omega-3 si deve probabilmente al fatto che influiscono direttamente sulla produzione e la liberazione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina. Sembra che dosi elevate di olio di pesce riescano a mantenere a livelli adeguati entrambi i neurotrasmettitori, diminuendo così la probabilità di avere problemi depressivi e morbo di Parkinson.

# 2 – Aumenta il colesterolo “buono” HDL e riduce quello “cattivo” LDL

L’olio di pesce contribuisce ad innalzare il colesterolo “buono” HDL, migliorando quindi il profilo di rischio cardiovascolare. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology nel 2005 ha dimostrato che un consumo giornaliero di 1,2 g di omega-3 DHA ha aumentato in maniera significativa in un gruppo di bambini il colesterolo HDL e diminuito quello LDL.

# 1 – Abbassa i livelli di trigliceridi

Numerosi studi clinici hanno ormai chiaramente accertato che i trigliceridi possono essere ridotti grazie agli Omega-3. Gia’ con l’assunzione di 1 grammo al giorno di omega-3 si ottengono risultati tangibili, ma e’ con una dose giornaliera di 3-4 grammi che i trigliceridi si possono abbassare dal 25 al 45%, soprattutto in soggetti che in partenza hanno una trigliceridemia elevata. In una recente intervista pubblicata sul Los Angeles Times, il dottor Bruce Holub, scienziato nutrizionista della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute, spiega che le ricerche scientifiche mostrano come per ogni grammo di Omega-3 EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane. Assumendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 32%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

 

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Elogio del pesce

Prof. Eugenio Del Toma
docente di scienza dell’alimentazione

I prodotti ittici sono caratterizzati da un corredo di acidi grassi tipico e molto diverso da quello degli animali terrestri. Nei pesci prevalgono gli acidi grassi polinsaturi a catena lunga con una buona presenza della serie nota come “omega-3”, tra cui l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA), implicati in molteplici regolazioni funzionali e strutturali.
Il DHA costituisce il 25-33% degli acidi grassi dei fosfolipidi cerebrali e il 40-50% nella retina. L’uomo può ricavare tali acidi grassi dal loro precursore, l’acido linolenico; tuttavia, tale capacità è ridotta in alcune situazioni patologiche (diabete, squilibri ormonali), nel digiuno, nell’invecchiamento, quando la ridotta attività dell’enzima desaturasi diminuisce di efficienza e quindi si riduce la possibilità di tale trasformazione.
Dall’EPA derivano prostaglandine dotate di azione fluidificante del sangue, quindi antitrombotica, vasodilatatrice ed anti-infiammatoria, in grado di contrastare l’effetto di altri derivati metabolici degli acidi grassi omega-6 con funzioni antagoniste.
L’influenza positiva degli omega-3 si estende anche al settore delle patologie auto-immuni, inoltre riguarda positivamente i lipidi circolanti tramite la riduzione della sintesi epatica di colesterolo, acidi grassi e trigliceridi.
Per questi ed altri motivi, l’American Dietetic Association ha incluso i prodotti ittici tra i “functional foods”, e la quantità di omega-3 da inserire nella dieta giornaliera (1 g/die) fa parte delle normali raccomandazioni dietetiche.

Fonte: La Repubblica Salute 04/12/2008 (estratto)

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