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Trigliceridi alti? Riducili del 45% con gli Omega-3

Numerosi studi clinici hanno ormai chiaramente accertato che i trigliceridi possono essere ridotti grazie agli Omega-3.

Già con l’assunzione di 1 grammo al giorno di Omega-3 si ottengono risultati tangibili, ma è con una dose giornaliera di 3-4 grammi che i trigliceridi si possono abbassare dal 25 al 45%, soprattutto in soggetti che in partenza hanno una trigliceridemia elevata.

In una intervista pubblicata sul Los Angeles Times (vedi qui la fonte in inglese), il dottor Bruce Holub, scienziato nutrizionista della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute, spiega che le ricerche scientifiche mostrano come per ogni grammo di Omega-3 EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane.

Assumendo da 2 a 4 grammi di Omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 32%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

La riduzione della trigliceridemia in seguito al consumo di Omega-3 avviene grazie a diversi meccanismi.
Gli Omega-3 EPA e DHA riducono la produzione e accelerano la rimozione delle lipoproteine (composti che trasportano i grassi nel sangue), ricche in trigliceridi.
Gli Omega-3, in particolare, rallentano la sintesi della apolipoproteina ApoB, in questo modo viene ridotta l’immissione di trigliceridi nel circolo sanguigno. Aumentano inoltre l’attività dell’enzima lipasi lipoproteica, che favorisce la rimozione dei trigliceridi dal sangue.

Questi effetti, unito alla capacita’ degli Omega-3 di abbassare il colesterolo “cattivo” LDL ed innalzare quello “buono” HDL, migliorano sensibilmente il profilo di rischio cardiovascolare. 

Di quanti Omega-3 hai bisogno ogni giorno?

Di quanti Omega-3 hai bisogno ogni giorno?

Non c’è una risposta univoca a questa domanda, poiché il fabbisogno di Omega-3 dipende dal peso, dall’età, dallo stato di salute…
Le principali organizzazioni sanitarie internazionali raccomandano una dose minima giornaliera di 250-500 mg di EPA e DHA per gli adulti sani (equivalente a 1 capsula di PGFO A-M B-Well).

Tieni presente che questo vale per gli Omega-3 di origine marina EPA e DHA, non per l’ALA (acido alfa-linolenico, un tipo di Omega-3 di origine vegetale che si trova ad esempio nelle noci e nei semi di lino). Il tuo corpo può convertire solo una piccola quantità di ALA in EPA e DHA, e solo quando esistono enzimi sufficienti (molte persone ne sono carenti). Ciò significa che sarebbe necessario ingerire ogni giorno quantità molto grandi di fonti vegetali di ALA per raggiungere i livelli ottimali di Omega-3.

Anche l’alimentazione incide sulla quantità di Omega-3 necessaria.
Il rapporto ottimale tra gli Omega-6 e gli Omega-3 dovrebbe essere al massimo di 4:1, invece, nella popolazione italiana e occidentale in generale, a causa di abitudini alimentari che vedono un minore consumo di pesce ed uno sempre maggiore di carne e spesso inconsapevole di grassi vegetali (contenuti in molti cibi preconfezionati, come biscotti, crackers, snack dolci e salati), tale rapporto è di circa 10:1.

Un eccesso di Omega-6 e’ collegato ad un aumento delle malattie infiammatorie e del colesterolo “cattivo” LDL. L’obiettivo deve essere aumentare l’assunzione di Omega-3 (le cui proprietà benefiche sono ad oggi dimostrate da oltre 30 mila studi scientifici) e diminuire gli Omega-6.
Quando si inizia un’integrazione con Omega-3 si ristabilisce un equilibrio all’interno del nostro organismo, equilibrio che è stato alterato da cattive abitudini alimentari e da stili di vita poco sani.
Per questi motivi l’integrazione con Omega-3 può essere protratta nel tempo senza la comparsa di effetti collaterali.

Anche alcuni problemi di salute portano ad una maggiore necessità di Omega-3.
Per la salute del cuore, l’American Heart Association raccomanda alle persone affette da malattie coronariche di consumare 1.000 mg di Omega-3 EPA e DHA giornalieri mentre in caso di trigliceridi elevati sono necessari almeno 2.000 mg al giorno. (Fonte)

Dosi di Omega-3 di almeno 2000 mg al giorno possono anche contribuire a ridurre i sintomi di depressione e ansia. (Fonte)
Mentre per quanto riguarda la memoria, in uno studio i volontari anziani affetti da declino delle facoltà cognitive hanno registrato miglioramenti significativi dopo aver assunto 900 mg di Omega-3 DHA al giorno per 24 settimane. (Fonte)
Infine, l’American Dietetic Association raccomanda che le donne in gravidanza e allattamento consumino almeno 500 mg di Omega-3 ogni giorno.

Ma la cosa più importante è verificare che il proprio integratore sia di qualità farmaceutica, con ogni lotto certificato a 5 stelle dall’Istituto indipendente IFOS.

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Riduci i trigliceridi in 2 settimane con gli Omega-3

Ntrigliceridi_omega3umerosi studi clinici hanno ormai chiaramente accertato che i trigliceridi possono essere ridotti grazie agli Omega-3.

Gia’ con l’assunzione di 1 grammo al giorno di Omega-3 si ottengono risultati tangibili, ma e’ con una dose giornaliera di 3-4 grammi che i trigliceridi si possono abbassare dal 25 al 45%, soprattutto in soggetti che in partenza hanno una trigliceridemia elevata.

In una intervista pubblicata sul Los Angeles Times (vedi qui la fonte in inglese), il dottor Bruce Holub, scienziato nutrizionista della University of Guelph (Ontario), spiega che le ricerche scientifiche mostrano come per ogni grammo di Omega-3 EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane.

Assumendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di oltre il 30%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

Questo effetto, unito alla capacita’ degli Omega-3 di abbassare il colesterolo “cattivo” LDL ed innalzare quello “buono” HDL, migliora sensibilmente il profilo di rischio cardiovascolare.

Questi risultati no si ottengono con generici integratori economici da supermercato, ma con Omega-3 di Grado Farmaceutico certificato per purezza, freschezza e concentrazione (che deve essere di almeno il 60%) di Omega-3.

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Omega-3: la chiave per una vita piena di salute.

Le donne incinte ne hanno bisogno per il cervello dei loro bambini. I ragazzi ne hanno bisogno per imparare. Gli adulti hanno cuori più sani grazie a loro. Questi nutrienti che sembrano essere utili per qualsiasi cosa conosciuti come acidi grassi Omega-3 riducono il dolore nelle persone affette da artrite reumatoide – e possono aiutare nella cura dell’autismo, del disordine bipolare, della depressione, dell’Alzheimer, del ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività) e del cancro alla prostata. Anche cani e gatti hanno bisogno di omega-3 per restare in salute.

Quindi mangia più pesce. Prendi pillole di olio di pesce. Inizia a comprare cibo arricchito. Comunque tu lo faccia, potrai avere benefici dall’assumere più acidi grassi omega-3, specificatamente DHA e EPA.

“Ci sono prove di tipo medico-nutrizionistico basate su studi scientifici su umani che suggeriscono che l’americano medio avrebbe probabilmente una vita più sana, un minor rischio di morte da problemi cardiaci e migliori funzioni cerebrali se consumasse più pesce, più integratori o più cibo arricchito con DHA ed EPA”, dice lo scienziato nutrizionista Bruce Holub, della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute.

In uno studio pubblicato nel 1999, degli scienziati italiani hanno studiato più di 11 mila uomini che avevano sofferto di attacco cardiaco. Dopo 3 anni e mezzo, la mortalità nel gruppo che assumeva circa 1 grammo di EPA e DHA al giorno era del 20% inferiore al gruppo che non aveva assunto integratori di omega-3.

In uno studio nel 2007, ricercatori giapponesi hanno seguito un gruppo di circa 18 mila persone con alti livelli di colesterolo per 5 anni, verificando che coloro che avevano assunto 1,8 grammi di omega-3 al giorno, in aggiunta ai medicinali, avevano il 20% in meno di probabilità di avere problemi coronarici rispetto a coloro che assumevano solo i medicinali.

Il dottor Holub spiega che altri studi mostrano come per ogni grammo di EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane. Alti livelli di trigliceridi sono il maggiore fattore di rischio relativo ai problemi cardiaci negli americani con più di 35 anni.

Prendendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 32%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

Mentre EPA e DHA sono entrambi essenziali per la salute del cuore, – riducono la pressione, abbassano i grassi nel sangue, rallentano lo sviluppo di trombi, ed evitano aritmie cardiache, tra le altre cose – il DHA è la star dello sviluppo degli occhi e del cervello.

Alcuni studi hanno mostrato che le donne incinte che mangiano pesce almeno 4 volte alla settimana oppure assumono ogni giorno 1,1 grammi di DHA avranno bambini con alti quozienti d’intelligenza (misurati all’età di 4 anni). I loro bambini avranno minori allergie, una vista migliore e dormiranno meglio. Le mamme che hanno assunto DHA avranno anche meno episodi di depressione postpartum.

Gli scienziati devono ancora capire fino n fondo come funziona la “magia” degli omega-3, ma la riduzione dell’infiammazione è probabilmente la chiave, soprattutto per alcune patologie. Questo spiegherebbe perché alte dosi di EPA e DHA possono ridurre la rigidezza mattutina e il dolore articolare più di molti medicinali nelle persone che soffrono di artrite, e possono aiutare nel ridurre la quantità di antidolorifici. I problemi neurologici sono un’altra area d’interesse. Alcuni studi hanno scoperto bassi livelli di omega-3 negli adulti affetti da Alzheimer e nei bambini affetti da ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), comparati a gruppi senza questi problemi. “Tutte queste patologie hanno a che fare con un comportamento anomalo delle cellule”, dice Philip Calder, nutrizionista e ricercatore alla University di Southampton in Inghilterra. “Si puo far funzionare le cellule in modo ottimale fornendo loro abbastanza omega-3, in modo che i tessuti funzionino in modo adeguato e non si abbiano queste manifestazioni di malattia”. “Perché nei secoli scorsi veniva consumato tanto pesce? Penso che stiamo solo iniziando a capirne i benefici.”

 

Fonte: Los Angeles Times 26 aprile 2010

 

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Gli integratori di Omega-3 fanno male?

Gli Omega-3 ci allungano la vita

È questo il nome scientifico dei grassi “buoni”, di cui sono ricchi pesce, semi oleosi e legumi: assumerli ogni giorno a tavola frena l’invecchiamento, rinforza le difese e previene il cancro

Vogliamo proteggere le cellule dall’invecchiamento?
Secondo la dottoressa Susan Allport, grande studiosa di nutrizionismo, la degenerazione dei tessuti, la diffusione di patologie come l’arteriosclerosi, l’Alzheimer, l’infarto, la trombosi e persino il cancro, si devono in gran parte alla scomparsa nella nostra dieta degli Omega 3, di cui sono ricchissimi certi pesci come il salmone e il merluzzo.
Oggi gli studi più accreditati ritengono che questi acidi (gli Omega 3), accompagnati dagli Omega 6 (che si trovano in grandi quantità nei semi oleosi, nelle noci e nei pistacchi) ci proteggono dalle più gravi patologie invalidanti diffuse nel mondo occidentale. Se vogliamo stare alla larga dall’invecchiamento del sistema nervoso e del cervello, dalle malattie cardiovascolari, dalle artrosi e anche dalla depressione, dobbiamo consumare sempre di più questi preziosi acidi grassi.
Di Omega 3 sono ricchissimi il pesce azzurro e il salmone più di tutto; ma l’acido Alfalinolenico (uno degli Omega 3), che è fondamentale perché il nostro organismo non sa produrlo da solo, si trova nell’olio e nei semi di lino, nelle noci, nei fagioli di soia secchi. Purtroppo questi alimenti vengono spesso disattesi dalle diete. Studiosi come Elizabeth Blackburn, premio Nobel, sono riusciti a valutare l’invecchiamento del DNA. Ebbene: pazienti che avevano avuto un infarto mostravano i segni dell’invecchiamento e della degenerazione cellulare.
L’inserimento nella dieta degli Omega 3 evita, secondo le ultime ricerche, le complicazioni cardiologiche dell’infarto e produce un recupero notevole delle condizioni del cuore.
Anche gli effetti sul cervello sono davvero interessanti: gli Omega 3 e gli Omega 6 potenziano attenzione, concentrazione e memoria.
Tengono lontano demenza senile e Alzheimer.

Salmone, pesce azzurro e olio di fegato di merluzzo si rivelano, secondo tanti scienziati, molto utili contro la stanchezza e l’affaticamento mentali e migliorano il tono dell’umore, allontanando tristezza e depressione. Del resto i giapponesi, che consumano più di 60 kg di pesce pro capite all’anno, hanno un rischio di depressione bassissimo (meno dell’1 % della popolazione).
Mentre i tedeschi, che consumano meno di 10 kg di pesce all’anno per persona, soffrono di depressione ben 5 volte di più.
I depressi cominciano a essere trattati con queste sostanze estratte dai pesci, dal lino e dalla noce, e trasformate in pillole.
Inserire questi alimenti nella dieta in autunno è fondamentale: hanno proprietà antinfiammatorie e quindi sono utili anche per i problemi articolari, come artriti e reumatismi. In più rinforzano il sistema immunitario, contro i disturbi da raffreddamento dovuti al cambio di stagione.

 

Fonte: “Salute Naturale” (ottobre 2010).

 

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20 ragioni per assumere Omega-3

Ultimamente si leggono articoli e si vedono servizi televisivi sui benefici dell’olio di pesce con cadenza quasi quotidiana.
Ma sono davvero tutti supportati da studi scientifici? Per aiutare a fare chiarezza, abbiamo stilato un elenco relativo a 20 benefici per la salute derivanti dal consumo di olio di pesce, comprovati da studi scientifici.

 

# 20 – Aiuta persino il migliore amico dell’uomo.
Iams, un noto produttore internazionale di cibo per cani, ha condotto una ricerca concludendo che i cuccioli hanno benefici dall’olio di pesce quando è integrato nei loro primi mesi di vita. L’olio di pesce ha dimostrato di migliorare le funzioni cerebrali, la visione e l’addestrabilità dei cuccioli, portando quindi a cani adulti più felici, ben educati e di buon carattere.

# 19 – Benefici per il disturbo bipolare
I benefici dell’olio di pesce per quanto riguarda il disturbo bipolare sono significativi per i pazienti con forme lievi, che sono spesso diagnosticate come depressione. Jim Phelps, MD, un eminente ricercatore e psichiatra, ha osservato i benefici dell’olio di pesce nei suoi pazienti affetti da disturbo bipolare e ha notato che i loro sintomi maniacali e depressivi sono notevolmente migliorati.

# 18 – Aiuta il trattamento delle ulcere
Il Medical Center dell’Università del Maryland consiglia l’olio di pesce nei soggetti affetti da ulcera peptica, in quanto l’olio di pesce riduce l’infiammazione e migliora l’immunità per prevenire le recidive delle ulcere. L’olio di pesce può anche ridurre la depressione, ansia e stress, fattori che a volte contribuiscono allo sviluppo dell’ulcera peptica.

# 17 – Migliora i sintomi dell’Alzheimer
Il cervello di una persona affetta da Alzheimer beneficia dalla supplementazione di olio di pesce, in quanto l’olio di pesce aiuta a combattere le placche nel cervello che causano la malattia. I ricercatori della Università della California hanno anche scoperto che non solo l’olio di pesce previene l’Alzheimer, ma può aiutare a gestire e ridurre i sintomi nei pazienti già colpiti dalla malattia.

# 16 – Aiuta nei casi di morbo di Crohn e colite ulcerosa
La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono due malattie digestive che causano grandi sofferenze. Spesso, i trattamenti sono estremamente costosi e possono includere un intervento chirurgico per rimuovere sezioni dell’intestino. Grazie alla sua azione antinfiammatoria l’olio di pesce aiuta nella guarigione delle ulcere intestinali, migliorando i sintomi nelle persone affette.

# 15 – Può rallentare la crescita del tumore al seno
Alcune ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi essenziali Omega-3 possono rallentare la crescita del cancro, come affermato dalla American Association for Cancer Research. Ulteriori studi sono stati condotti in particolare per quanto riguarda il cancro al seno, ed anche in questo caso vi sono stati riscontri positivi per quanto riguarda l’effetto dell’olio di pesce nel rallentamento della crescita delle cellule cancerose.

# 14 – Riduce il rischio di malattie cardiache
I benefici dell’olio di pesce si estendono al sangue e al sistema circolatorio, bilanciando i livelli di colesterolo e riducendo trigliceridi nel sangue. Questo a sua volta aiuta a proteggere il tuo cuore da malattie cardiache e altri problemi cardiovascolari, come affermato dalla American Heart Association.

# 13 – Riduce l’indolenzimento muscolare
Uno studio sui bodybuilders ha recentemente dimostrato che, a causa della sua azione antinfiammatoria, l’olio di pesce può drasticamente ridurre l’indolenzimento muscolare dovuto agli allenamenti intensivi. Non solo questo è benefico per i bodybuilders, ma a tutti coloro che fanno attività fisica. La riduzione dei dolori renderà l’esercizio divertente, ed i minori tempi di recupero permetteranno una frequenza maggiore.

# 12 – Migliora la visione
Numerosi studi indipendenti negli Stati Uniti e Australia indicano che non solo ci sono benefici dall’olio di pesce quando gli occhi si stanno sviluppando durante la gestazione, ma che gli adulti che assumono olio di pesce sono meno soggetti a degenerazione maculare man mano che invecchiano.

# 11 – Riduce la depressione post-partum
Quando in gravidanza o allattamento si assume olio di pesce i benefici non sono solo per i neonati, ma anche per la mamma. Infatti l’olio di pesce non solo riduce e aiuta a prevenire la depressione post-partum (se assunto durante la gravidanza), ma permette di continuare alle mamme l’allattamento durante la cura della depressione, cosa che sarebbe impossibile se assumessero antidepressivi che passerebbero ai neonati attraverso il latte materno.

# 10 – Migliora la tua concentrazione mentale

Edward Hallowell, MD, fondatore del Centro Hallowell per l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)in Massachusetts, raccomanda gli omega-3 sotto forma di supplementi di olio di pesce per i pazienti con problemi di concentrazione. Egli osserva che i benefici dell’olio di pesce sono più evidenti per la concentrazione mentale, non tanto per l’iperattività. Il Dr. Hallowell ha verificato che possono essere necessarie fino a sei settimane per notare una differenza, ma che il miglioramento può essere abbastanza consistente. Due diversi studi hanno rivelato che i bambini affetti da ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) possono avere bassi livelli di omega-3 nel sangue rispetto ai bambini senza sintomi di ADHD, e che gli omega-3 tendono a ridursi più facilmente nel sangue dei bambini che soffrono di ADHD. Questo potrebbe spiegare perché i benefici dell’olio di pesce sono così evidenti nei bambini affetti da ADHD, e farebbe pensare che anche gli adulti affetti da ADHD potrebbero vedere simili benefici dell’olio di pesce.

# 9 – Migliora le funzioni cerebrali nei neonati

Alcuni studi hanno dimostrato che quando gli omega-3 vengono assunte dalle mamme durante la gravidanza, i benefici dell’olio di pesce sono numerosi anche per i neonati. Non solo l’olio di pesce promuove lo sviluppo del cervello e la salute maculare, i vantaggi specifici osservati attraverso la ricerca sono sorprendenti. Le donne in gravidanza che hanno assunto un integratore di alta qualità di olio di pesce hanno partorito bambini con Quoziente di Intelligenza più elevato e meno disturbi di apprendimento, e con meno probabilità di sviluppare ritardi mentali o cognitivi. Inoltre alcuni nutrizionisti ritengono che gli omega 3 siano i mattoni elementari per l’intelligenza umana, per cui i bambini che ricevono gli omega 3 attraverso integratori di olio di pesce quando la mamma è incinta e in allattamento sono statisticamente più intelligenti da adulti.

# 8 – Può impedire la Schizofrenia

L’olio di pesce può prevenire la schizofrenia. Diversi studi sono stati condotti su questa teoria, e un recente studio condotto dal Dott. Patrick McGorry in Australia ha mostrato una correlazione statisticamente significativa tra i supplementi di olio di pesce e la prevenzione della schizofrenia. Lo studio era composta di 81 ragazzi e giovani adulti che avevano mostrato i primi segni di schizofrenia. La ricerca indica che se i giovani che mostrano i primi segni della malattia non sono trattati con olio di pesce, circa un terzo di loro svilupperà la malattia. Lo studio ha dimostrato che solo il tre per cento di quelli trattati con olio di pesce ha sviluppato la schizofrenia, mentre il 28 per cento di quelli trattati con placebo si è ammalato. Questo è incredibilmente importante per la comunità medica e coloro che soffrono di malattie mentali, perché i benefici dell’olio di pesce sono numerosi e gli effetti collaterali sono minimi, soprattutto se paragonata ai tradizionali farmaci antipsicotici.

# 7 – Promuove la perdita di peso

Uno studio dell’Università della Georgia riferito sul Journal of Nutrition dimostra che uno dei benefici dell’olio di pesce è la sua capacità di impedire alle cellule adipose ad accumulare grasso, riducendo così l’accumulo di grasso totale. Inoltre, alcuni scienziati in Australia hanno scoperto che la perdita di grasso dovuta all’olio di pesce in combinazione con dieta ed esercizio fisico sono stati significativamente maggiori rispetto alla sola dieta ed esercizio. Un recente studio condotto in Giappone ha dimostrato che le cavie alle quali è stato somministrato olio di pesce avevano un metabolismo più veloce e non sono aumentate di peso , rispetto alle cavie alimentate senza integratori.

# 6 – Migliora la tua pelle

L’acido eicosapentaenoico (EPA) è uno degli acidi grassi essenziali (EFA) fornito dai supplementi di olio di pesce, e l’EPA è direttamente collegato alla salute della pelle. Sul Journal of Lipid Research è stato pubblicato nel 2005 uno studio relativo ai benefici dell’olio di pesce per quanto riguarda la pelle, e cioè migliore regolazione sebacea, aumento della idratazione, riduzione dell’acne e delle rughe. E’ stato dimostrato che l’EPA aiuta anche a proteggere la nostra pelle dai danni dei raggi UVA del sole , che provocano rughe e danni cutanei permanenti.

# 5 – Elimina i dolori articolari

L’olio di pesce aiuta non solo chi è affetto da infiammazione cronica, ma anche coloro che soffrono di altri tipi di dolori articolari tra cui l’osteoartrite e l’artrite reumatoide. L’Albany Medical College ha condotto uno studio in cui si conferma che l’olio di pesce può essere utilizzato al posto dei farmaci per lenire il dolore da artrite reumatoide. I ricercatori hanno anche suggerito che per ottenere risultati migliori è necessario utilizzare un olio di pesce puro ed in forma non sintetica.

# 4 – Riduce l’infiammazione nel corpo

Uno dei molti vantaggi degli integratori di olio di pesce purificato è la riduzione dell’infiammazione nel corpo. L’infiammazione può presentarsi in molti modi, dal lupus ai problemi della tiroide fino alla psoriasi. Tre grammi di olio di pesce al giorno sono sufficienti a ridurre molte forme di infiammazione.

# 3 – Aiuta nei casi di Depressione

Una delle cause che portano alla depressione potrebbe essere una carenza di omega-3 nel sangue. La ricerca ha dimostrato che le persone tendenti alla depressione hanno bassi livelli di omega-3 (soprattutto DHA) nel sangue. Questo pare essere dimostrato anche dal fatto che nei Paesi in cui il consumo di pesce è elevato, il tasso di depressione è inferiore alla media. Uno studio recente ha inoltre mostrato che l’assunzione di omega-3 migliora l’effetto dei farmaci antidepressivi. L’effetto antidepressivo degli omega-3 si deve probabilmente al fatto che influiscono direttamente sulla produzione e la liberazione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina. Sembra che dosi elevate di olio di pesce riescano a mantenere a livelli adeguati entrambi i neurotrasmettitori, diminuendo così la probabilità di avere problemi depressivi e morbo di Parkinson.

# 2 – Aumenta il colesterolo “buono” HDL e riduce quello “cattivo” LDL

L’olio di pesce contribuisce ad innalzare il colesterolo “buono” HDL, migliorando quindi il profilo di rischio cardiovascolare. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology nel 2005 ha dimostrato che un consumo giornaliero di 1,2 g di omega-3 DHA ha aumentato in maniera significativa in un gruppo di bambini il colesterolo HDL e diminuito quello LDL.

# 1 – Abbassa i livelli di trigliceridi

Numerosi studi clinici hanno ormai chiaramente accertato che i trigliceridi possono essere ridotti grazie agli Omega-3. Gia’ con l’assunzione di 1 grammo al giorno di omega-3 si ottengono risultati tangibili, ma e’ con una dose giornaliera di 3-4 grammi che i trigliceridi si possono abbassare dal 25 al 45%, soprattutto in soggetti che in partenza hanno una trigliceridemia elevata. In una recente intervista pubblicata sul Los Angeles Times, il dottor Bruce Holub, scienziato nutrizionista della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute, spiega che le ricerche scientifiche mostrano come per ogni grammo di Omega-3 EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane. Assumendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 32%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

 

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Omega 3, i grassi buoni che curano

Proteggono il cuore, sono antidepressivi e un valido alleato degli sportivi.
Salmone, tonno, merluzzo, sardine. Quanti li mangiano regolarmente?

Sono i pesci “angeli custodi” del cuore. E il merito è tutto degli acidi grassi Omega 3 (Dha e Epa) in grado di prevenire malattie cardiocircolatorie anche gravi: arrivano a ridurre la mortalità per queste patologie di circa il 10 per cento.

Giocano così un ruolo cruciale nella prevenzione dell’aterosclerosi, degli infarti, ma anche della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell’artrite reumatoide. E se non bastasse, un ulteriore motivo per mangiare pesce c’è: gli Omega 3 sono anche un «salva-cervello», poiché svolgono un’azione importantissima nel metabolismo cerebrale.

Merito del loro valore anti-infiammatorio, che studi attualmente in corso stanno dimostrando. Lo studio greco ATTICA, ad esempio, sta coinvolgendo 1514 uomini e 1528 donne: si è già visto che circa il 90 per cento dei partecipanti mangia pesce almeno una volta al mese, e quelli che si attestano intorno ai 300 g la settimana presentano livelli più bassi (di oltre il 33%) di ben cinque parametri infiammatori rispetto a chi ne mangia di meno.

Uno dei ricercatori, Demosthenes Panagiotakos, ha detto all’American College of Cardiology che questi risultati dovrebbero già spingere i medici a consigliare ai propri pazienti di mangiare più pesce, in particolare il pesce azzurro di piccola taglia, come le sardine, che vanno consumate con le lische e non fritte.

Il principale autore dello studio, Antonis Zampelas, suggerisce che per ottenere più benefici potremmo ricorrere a integratori di Omega 3 in modo da arrivare ad assumerne 600 mg. al giorno. Quanto ai pesci freschi, il salmone contrasta molto bene l’invecchiamento, purché risulti di qualità incontaminata. Attenzione quindi che il pesce provenga da mari freddi e che abbia subito una procedura di distillazione molecolare d’alta qualità: è l’unico modo per garantire l’assenza di metalli pesanti come il mercurio.

«La membrana, quando presenta un’alta concentrazione di acidi grassi essenziali, conferisca fluidità alla cellula; le cellule, a loro volta, garantiscono fluidità agli organi e, proseguendo in questo suggestivo percorso si giunge alla fluidità dell’intero organismo, della trasmissione dell’informazione neurologica, degli impulsi cardiaci, della comunicazione tra i neuroni e quindi anche alla fluidità del pensiero», scrive il dottor Fabrizio Duranti nel libro «Le 100 regole del benessere» (Sperling & Kupfer).

E indica i valori dettati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, che ha stabilito un fabbisogno quotidiano compreso tra 0,8-1,5 g di Omega-3, a secondo dell’età e del sesso.
Per raggiungere un benessere psicofisico e per aumentare le prestazioni a livello sportivo i dosaggi sono maggiori: 1-2 g di un complesso EPA/DHA il cui rapporto dovrebbe essere di circa 2:1, meglio se sotto forma di gliceridi naturali.
Ancora più elevate le dosi per ottenere benefici terapeutici, ma su indicazioni mediche.

Omega 3, l’anti-infiammatorio degli sportivi: questi acidi grassi sono stati anche presi in esame durante un congresso medico-scientifico dedicato alle novità per la corretta nutrizione degli sportivi e la cura dell’obesità che si era tenuto a Empoli. «Molti atleti oggi assumono abitualmente Omega 3 – fa notare il professor Enrico Arcelli, dell’Università di Milano .

La ragione per la quale di solito lo fanno, è che questi acidi grassi hanno uno spiccato effetto antinfiammatorio. Ci sono, ad ogni modo, vari altri effetti positivi determinati negli atleti dall’utilizzo degli acidi grassi Omega 3. Il professor Giuliano Fontani del Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena e i suoi collaboratori, per esempio, hanno constatato che migliorano in misura significativa lo stato dell’umore; l’olio di pesce, in particolare, determina una diminuzione della depressione, dell’ansia e dell’aggressività.

Questi stessi studiosi hanno dimostrato che gli Omega 3 sono altresì in grado di migliorare l”attentività; c’è soprattutto una riduzione dei tempi di reazione complessi, tanto importanti in molti sport, a partire dai giochi di squadra».

Fonte: La Stampa 9/2/2009 Rubrica “Antiaging: giovani a lungo”

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