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Rischio di morte cardiaca ridotto del 30% con gli Omega-3

Gli scienziati della Midwest Biomedical Research e dellaJohns Hopkins University (USA), grazie a una meta analisi di ben 14 studi, hanno raccolto i dati di oltre 70.000 persone e hanno confrontato le frequenze degli eventi di morte cardiaca tra i soggetti che consumavano Omega-3come integratori o come farmaci e quelli di controllo che non ne facevano uso.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Clinical Lipidology, ha evidenziato che il consumo di integratori alimentari di Omega-3 riduce il rischio di morte cardiaca fino al 30% in coloro che assumono almeno un grammo al giorno di Omega-3 EPA e DHA.

Questi dati suggeriscono come i supplementi di Omega-3 possono rappresentare una strategia efficace e priva di effetti collaterali per la prevenzione di malattie cardiache e della morte cardiaca improvvisa, che rappresenta da sola il 50% di tutti i decessi per malattie cardiovascolari.

Bruce Holub, professore emerito dell’università di Guelph (Canada), ha sottolineato come questa ricerca suggerisce che la maggior parte degli adulti potrebbe essere protetto dalla morte cardiaca improvvisa grazie ad un aumento del consumo di Omega-3.

Fonte in inglese: Journal of Clinical Lipidology

Gli Omega-3 riparano il cuore

Secondo una nuova ricerca sugli effetti di un attacco di cuore, alte dosi di Omega-3 tutti i giorni per 6 mesi migliorano la funzione del cuore e riducono le ‘cicatrici’ sul muscolo danneggiato.

Nello studio su 180 pazienti sono stati somministrati 4 grammi di Omega-3 al giorno per 6 mesi, mentre nel gruppo di controllo di altri 180 pazienti è stato utilizzato un placebo (sostanza inerte).

Il Dott. Kwong Said, della Harvard Medical School di Boston, ha affermato che “I nostri risultati mostrano che gli Omega-3 sono un trattamento sicuro ed efficace nel migliorare il rimodellamento cardiaco, e potrebbero essere promettenti nel ridurre l’incidenza dell’insufficienza cardiaca o di morte”.

Ricordiamo gli altri effetti benefici degli Omega-3 sul cuore: riducono i trigliceridi, la pressione sanguigna, le aritmie e il rischio di trombosi; migliorano la salute delle arterie e la circolazione, aumentano il colesterolo “buono” HDL.

Ma non tutti gli Omega-3 sono adatti ad essere assunti ad alte dosi per lunghi periodi.
E’ assolutamente necessario assumere Omega-3 di qualità superiore provvisti di Certificato IFOS 5 Stelle su tutti i lotti di produzione a garanzia di purezza, qualità e concentrazione.

Fonte: Adnkronos

Riduci il tuo rischio di ictus e infarto del 51%

Secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of American Heart Association, gli Omega-3 acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosaesaenoico (DHA) sono risultati significativamente associati ad una ridotta incidenza di malattie cardiovascolari.

Lo studio , che comprendeva persone di molteplici etnie, ha analizzato i dati provenienti da 2372 partecipanti nel corso di un periodo di 10 anni.

I ricercatori del Department of Nutrition di Harvard hanno valutato la salute dei partecipanti ogni due anni, esaminando campioni di sangue e l’alimentazione dei partecipanti, utilizzando questionari di frequenza alimentare.

I loro risultati suggeriscono che alti livelli di Omega-3 EPA e DHA sono stati associati a una riduzione del rischio cardiaco di più del 51%.

Questo grazie al fatto che gli Omega-3 migliorano la fluidità delle membrane cellulari, regolano la trascrizione genica del DNA,  e sono precursori metabolici di potenti molecole anti-infiammatorie.  

Nessun risultato positivo è venuto invece dall’utilizzo di acido alfa-linolenico (ALA) e dagli Omega-6.

I prodotti A-M B-Well contengono esclusivamente gli Omega-3 EPA e DHA citati in questo studio.
Fonte in inglese: Journal of American Heart Association

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Riduci il rischio di malattie cardiache del 40%

Una meta-analisi, pubblicata il 21 maggio scorso su Medical Nutrition, riporta nuovamente l’attenzione sugli effetti benefici sul cuore degli Omega-3.

Nelle conclusioni degli scienziati della Università di Harvard (USA) si legge infatti che per ogni assunzione di 125 mg di Omega-3 DHA ed EPA si riduce del 3% il rischio di insufficienza cardiaca (quindi assumendo ad esempio ogni giorno 3 capsule di A-M B-Well PGFO si riduce il rischio del 40% circa).

L’efficacia degli Omega-3 è tale che non esiste una parte di medicina dedicata alla prevenzione delle malattie cardiovascolari in cui si siano ottenuti risultati migliori.

Infatti gli Omega-3 influenzano beneficamente diversi fattori di rischio cardiovascolare, come trigliceridi, aritmie e ipertensione arteriosa.

Utilizzando integratori di Omega-3 con pazienti che soffrono di patologie cardiovascolari si è ottenuta una riduzione della mortalità dal 20 al 45%.

Fonte in inglese: Clinical Nutrition

 

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Cuore, invecchiamento, cancro: ancora conferme sugli Omega-3

Sono molti i ricercatori che guardano agli omega 3 come a una vera panacea.
D’altra parte questi fondamentali componenti delle nostre membrane biologiche stanno dimostrando di essere efficaci non solo nella prevenzione di alcune malattie cardiovascolari – che hanno riguardato i primi lavori clinici – ma anche nel campo dell’infiammazione, delle patologie della retina e in quelle neuropsichiatriche.
L’ultima nuova indicazione in ordine di tempo, però, riguarda ancora il cuore ed è stata dimostrata proprio da uno studio italiano, il Gissi 5, nel quale questi acidi grassi polinsaturi sono stati somministrati alla dose di 1 grammo al giorno nei pazienti con scompenso cardiaco.
«Abbiamo coinvolto in questo grande trial settemila pazienti e li abbiamo monitorati per quattro anni – spiega Maria Grazia Franzosi, capo del dipartimento di Ricerca cardiovascolare dell’Istituto Mario Negri di Milano e membro del Comitato direttivo del gruppo Gissi 5 -. Al termine dello studio abbiamo verificato che si è avuta una riduzione della mortalità pari al 10 per cento».
Una cosa comunque è certa: più si indaga su questi elementi più ne emergono le potenzialità.
«In effetti si tratta di sostanze biologiche che fanno parte delle nostre strutture cellulari. È quindi plausibile che abbiano una serie di capacità e funzioni anche su altre malattie» conclude Maria Grazia Franzosi. Infatti, secondo le ultime evidenze scientifiche, che necessitano comunque di ulteriori verifiche e approfondimenti, gli omega 3 sembrano avere un effetto protettivo in tante altre situazioni: dalla sclerosi multipla alla schizofrenia, dalla degenerazione maculare al tumore alla prostata, fino all’invecchiamento (su «Jama», una delle riviste scientifiche più prestigiose, è stata pubblicata recentemente la prima ricerca in cui si è dimostrato che questi acidi grassi sono un importante rallentatore dell’orologio biologico).
Ma l’importanza degli omega 3 è stata oggetto di studi anche in relazione alla salute del nostro cervello e di recente l’Associazione americana degli psichiatri ha confermato che sono necessari apporti giornalieri di molti grammi per mantenere in salute il cervello e combattere i disordini dell’umore.
Infine, sono due le ricerche che hanno messo in evidenza come il consumo di pesce azzurro o salmone, alimenti ricchi di omega 3, una o più volte a settimana aiuti da un lato a rallentare la progressione della degenerazione maculare (studio dell’università di Boston), dall’altro a ridurre il rischio di andare incontro alle forme più aggressive di cancro alla prostata (studio della University of California di San Francisco).

 

Fonte: il Sole 24 Ore 19 febbraio2010

 

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20 ragioni per assumere Omega-3

Ultimamente si leggono articoli e si vedono servizi televisivi sui benefici dell’olio di pesce con cadenza quasi quotidiana.
Ma sono davvero tutti supportati da studi scientifici? Per aiutare a fare chiarezza, abbiamo stilato un elenco relativo a 20 benefici per la salute derivanti dal consumo di olio di pesce, comprovati da studi scientifici.

 

# 20 – Aiuta persino il migliore amico dell’uomo.
Iams, un noto produttore internazionale di cibo per cani, ha condotto una ricerca concludendo che i cuccioli hanno benefici dall’olio di pesce quando è integrato nei loro primi mesi di vita. L’olio di pesce ha dimostrato di migliorare le funzioni cerebrali, la visione e l’addestrabilità dei cuccioli, portando quindi a cani adulti più felici, ben educati e di buon carattere.

# 19 – Benefici per il disturbo bipolare
I benefici dell’olio di pesce per quanto riguarda il disturbo bipolare sono significativi per i pazienti con forme lievi, che sono spesso diagnosticate come depressione. Jim Phelps, MD, un eminente ricercatore e psichiatra, ha osservato i benefici dell’olio di pesce nei suoi pazienti affetti da disturbo bipolare e ha notato che i loro sintomi maniacali e depressivi sono notevolmente migliorati.

# 18 – Aiuta il trattamento delle ulcere
Il Medical Center dell’Università del Maryland consiglia l’olio di pesce nei soggetti affetti da ulcera peptica, in quanto l’olio di pesce riduce l’infiammazione e migliora l’immunità per prevenire le recidive delle ulcere. L’olio di pesce può anche ridurre la depressione, ansia e stress, fattori che a volte contribuiscono allo sviluppo dell’ulcera peptica.

# 17 – Migliora i sintomi dell’Alzheimer
Il cervello di una persona affetta da Alzheimer beneficia dalla supplementazione di olio di pesce, in quanto l’olio di pesce aiuta a combattere le placche nel cervello che causano la malattia. I ricercatori della Università della California hanno anche scoperto che non solo l’olio di pesce previene l’Alzheimer, ma può aiutare a gestire e ridurre i sintomi nei pazienti già colpiti dalla malattia.

# 16 – Aiuta nei casi di morbo di Crohn e colite ulcerosa
La malattia di Crohn e la colite ulcerosa sono due malattie digestive che causano grandi sofferenze. Spesso, i trattamenti sono estremamente costosi e possono includere un intervento chirurgico per rimuovere sezioni dell’intestino. Grazie alla sua azione antinfiammatoria l’olio di pesce aiuta nella guarigione delle ulcere intestinali, migliorando i sintomi nelle persone affette.

# 15 – Può rallentare la crescita del tumore al seno
Alcune ricerche hanno dimostrato che gli acidi grassi essenziali Omega-3 possono rallentare la crescita del cancro, come affermato dalla American Association for Cancer Research. Ulteriori studi sono stati condotti in particolare per quanto riguarda il cancro al seno, ed anche in questo caso vi sono stati riscontri positivi per quanto riguarda l’effetto dell’olio di pesce nel rallentamento della crescita delle cellule cancerose.

# 14 – Riduce il rischio di malattie cardiache
I benefici dell’olio di pesce si estendono al sangue e al sistema circolatorio, bilanciando i livelli di colesterolo e riducendo trigliceridi nel sangue. Questo a sua volta aiuta a proteggere il tuo cuore da malattie cardiache e altri problemi cardiovascolari, come affermato dalla American Heart Association.

# 13 – Riduce l’indolenzimento muscolare
Uno studio sui bodybuilders ha recentemente dimostrato che, a causa della sua azione antinfiammatoria, l’olio di pesce può drasticamente ridurre l’indolenzimento muscolare dovuto agli allenamenti intensivi. Non solo questo è benefico per i bodybuilders, ma a tutti coloro che fanno attività fisica. La riduzione dei dolori renderà l’esercizio divertente, ed i minori tempi di recupero permetteranno una frequenza maggiore.

# 12 – Migliora la visione
Numerosi studi indipendenti negli Stati Uniti e Australia indicano che non solo ci sono benefici dall’olio di pesce quando gli occhi si stanno sviluppando durante la gestazione, ma che gli adulti che assumono olio di pesce sono meno soggetti a degenerazione maculare man mano che invecchiano.

# 11 – Riduce la depressione post-partum
Quando in gravidanza o allattamento si assume olio di pesce i benefici non sono solo per i neonati, ma anche per la mamma. Infatti l’olio di pesce non solo riduce e aiuta a prevenire la depressione post-partum (se assunto durante la gravidanza), ma permette di continuare alle mamme l’allattamento durante la cura della depressione, cosa che sarebbe impossibile se assumessero antidepressivi che passerebbero ai neonati attraverso il latte materno.

# 10 – Migliora la tua concentrazione mentale

Edward Hallowell, MD, fondatore del Centro Hallowell per l’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)in Massachusetts, raccomanda gli omega-3 sotto forma di supplementi di olio di pesce per i pazienti con problemi di concentrazione. Egli osserva che i benefici dell’olio di pesce sono più evidenti per la concentrazione mentale, non tanto per l’iperattività. Il Dr. Hallowell ha verificato che possono essere necessarie fino a sei settimane per notare una differenza, ma che il miglioramento può essere abbastanza consistente. Due diversi studi hanno rivelato che i bambini affetti da ADHD (Sindrome da deficit di attenzione e iperattività) possono avere bassi livelli di omega-3 nel sangue rispetto ai bambini senza sintomi di ADHD, e che gli omega-3 tendono a ridursi più facilmente nel sangue dei bambini che soffrono di ADHD. Questo potrebbe spiegare perché i benefici dell’olio di pesce sono così evidenti nei bambini affetti da ADHD, e farebbe pensare che anche gli adulti affetti da ADHD potrebbero vedere simili benefici dell’olio di pesce.

# 9 – Migliora le funzioni cerebrali nei neonati

Alcuni studi hanno dimostrato che quando gli omega-3 vengono assunte dalle mamme durante la gravidanza, i benefici dell’olio di pesce sono numerosi anche per i neonati. Non solo l’olio di pesce promuove lo sviluppo del cervello e la salute maculare, i vantaggi specifici osservati attraverso la ricerca sono sorprendenti. Le donne in gravidanza che hanno assunto un integratore di alta qualità di olio di pesce hanno partorito bambini con Quoziente di Intelligenza più elevato e meno disturbi di apprendimento, e con meno probabilità di sviluppare ritardi mentali o cognitivi. Inoltre alcuni nutrizionisti ritengono che gli omega 3 siano i mattoni elementari per l’intelligenza umana, per cui i bambini che ricevono gli omega 3 attraverso integratori di olio di pesce quando la mamma è incinta e in allattamento sono statisticamente più intelligenti da adulti.

# 8 – Può impedire la Schizofrenia

L’olio di pesce può prevenire la schizofrenia. Diversi studi sono stati condotti su questa teoria, e un recente studio condotto dal Dott. Patrick McGorry in Australia ha mostrato una correlazione statisticamente significativa tra i supplementi di olio di pesce e la prevenzione della schizofrenia. Lo studio era composta di 81 ragazzi e giovani adulti che avevano mostrato i primi segni di schizofrenia. La ricerca indica che se i giovani che mostrano i primi segni della malattia non sono trattati con olio di pesce, circa un terzo di loro svilupperà la malattia. Lo studio ha dimostrato che solo il tre per cento di quelli trattati con olio di pesce ha sviluppato la schizofrenia, mentre il 28 per cento di quelli trattati con placebo si è ammalato. Questo è incredibilmente importante per la comunità medica e coloro che soffrono di malattie mentali, perché i benefici dell’olio di pesce sono numerosi e gli effetti collaterali sono minimi, soprattutto se paragonata ai tradizionali farmaci antipsicotici.

# 7 – Promuove la perdita di peso

Uno studio dell’Università della Georgia riferito sul Journal of Nutrition dimostra che uno dei benefici dell’olio di pesce è la sua capacità di impedire alle cellule adipose ad accumulare grasso, riducendo così l’accumulo di grasso totale. Inoltre, alcuni scienziati in Australia hanno scoperto che la perdita di grasso dovuta all’olio di pesce in combinazione con dieta ed esercizio fisico sono stati significativamente maggiori rispetto alla sola dieta ed esercizio. Un recente studio condotto in Giappone ha dimostrato che le cavie alle quali è stato somministrato olio di pesce avevano un metabolismo più veloce e non sono aumentate di peso , rispetto alle cavie alimentate senza integratori.

# 6 – Migliora la tua pelle

L’acido eicosapentaenoico (EPA) è uno degli acidi grassi essenziali (EFA) fornito dai supplementi di olio di pesce, e l’EPA è direttamente collegato alla salute della pelle. Sul Journal of Lipid Research è stato pubblicato nel 2005 uno studio relativo ai benefici dell’olio di pesce per quanto riguarda la pelle, e cioè migliore regolazione sebacea, aumento della idratazione, riduzione dell’acne e delle rughe. E’ stato dimostrato che l’EPA aiuta anche a proteggere la nostra pelle dai danni dei raggi UVA del sole , che provocano rughe e danni cutanei permanenti.

# 5 – Elimina i dolori articolari

L’olio di pesce aiuta non solo chi è affetto da infiammazione cronica, ma anche coloro che soffrono di altri tipi di dolori articolari tra cui l’osteoartrite e l’artrite reumatoide. L’Albany Medical College ha condotto uno studio in cui si conferma che l’olio di pesce può essere utilizzato al posto dei farmaci per lenire il dolore da artrite reumatoide. I ricercatori hanno anche suggerito che per ottenere risultati migliori è necessario utilizzare un olio di pesce puro ed in forma non sintetica.

# 4 – Riduce l’infiammazione nel corpo

Uno dei molti vantaggi degli integratori di olio di pesce purificato è la riduzione dell’infiammazione nel corpo. L’infiammazione può presentarsi in molti modi, dal lupus ai problemi della tiroide fino alla psoriasi. Tre grammi di olio di pesce al giorno sono sufficienti a ridurre molte forme di infiammazione.

# 3 – Aiuta nei casi di Depressione

Una delle cause che portano alla depressione potrebbe essere una carenza di omega-3 nel sangue. La ricerca ha dimostrato che le persone tendenti alla depressione hanno bassi livelli di omega-3 (soprattutto DHA) nel sangue. Questo pare essere dimostrato anche dal fatto che nei Paesi in cui il consumo di pesce è elevato, il tasso di depressione è inferiore alla media. Uno studio recente ha inoltre mostrato che l’assunzione di omega-3 migliora l’effetto dei farmaci antidepressivi. L’effetto antidepressivo degli omega-3 si deve probabilmente al fatto che influiscono direttamente sulla produzione e la liberazione di alcuni neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina. Sembra che dosi elevate di olio di pesce riescano a mantenere a livelli adeguati entrambi i neurotrasmettitori, diminuendo così la probabilità di avere problemi depressivi e morbo di Parkinson.

# 2 – Aumenta il colesterolo “buono” HDL e riduce quello “cattivo” LDL

L’olio di pesce contribuisce ad innalzare il colesterolo “buono” HDL, migliorando quindi il profilo di rischio cardiovascolare. Uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology nel 2005 ha dimostrato che un consumo giornaliero di 1,2 g di omega-3 DHA ha aumentato in maniera significativa in un gruppo di bambini il colesterolo HDL e diminuito quello LDL.

# 1 – Abbassa i livelli di trigliceridi

Numerosi studi clinici hanno ormai chiaramente accertato che i trigliceridi possono essere ridotti grazie agli Omega-3. Gia’ con l’assunzione di 1 grammo al giorno di omega-3 si ottengono risultati tangibili, ma e’ con una dose giornaliera di 3-4 grammi che i trigliceridi si possono abbassare dal 25 al 45%, soprattutto in soggetti che in partenza hanno una trigliceridemia elevata. In una recente intervista pubblicata sul Los Angeles Times, il dottor Bruce Holub, scienziato nutrizionista della University of Guelph (Ontario) e direttore esecutivo del DHA/EPA Omega-3 Institute, spiega che le ricerche scientifiche mostrano come per ogni grammo di Omega-3 EPA e DHA che una persona assume al giorno, il livello dei trigliceridi scende dell’8%, con benefici evidenti in sole 2 settimane. Assumendo da 2 a 4 grammi di omega-3 per un paio di settimane si potrebbero ridurre i trigliceridi di circa il 32%, in persone con alti livelli di trigliceridi.

 

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Omega 3, i grassi buoni che curano

Proteggono il cuore, sono antidepressivi e un valido alleato degli sportivi.
Salmone, tonno, merluzzo, sardine. Quanti li mangiano regolarmente?

Sono i pesci “angeli custodi” del cuore. E il merito è tutto degli acidi grassi Omega 3 (Dha e Epa) in grado di prevenire malattie cardiocircolatorie anche gravi: arrivano a ridurre la mortalità per queste patologie di circa il 10 per cento.

Giocano così un ruolo cruciale nella prevenzione dell’aterosclerosi, degli infarti, ma anche della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell’artrite reumatoide. E se non bastasse, un ulteriore motivo per mangiare pesce c’è: gli Omega 3 sono anche un «salva-cervello», poiché svolgono un’azione importantissima nel metabolismo cerebrale.

Merito del loro valore anti-infiammatorio, che studi attualmente in corso stanno dimostrando. Lo studio greco ATTICA, ad esempio, sta coinvolgendo 1514 uomini e 1528 donne: si è già visto che circa il 90 per cento dei partecipanti mangia pesce almeno una volta al mese, e quelli che si attestano intorno ai 300 g la settimana presentano livelli più bassi (di oltre il 33%) di ben cinque parametri infiammatori rispetto a chi ne mangia di meno.

Uno dei ricercatori, Demosthenes Panagiotakos, ha detto all’American College of Cardiology che questi risultati dovrebbero già spingere i medici a consigliare ai propri pazienti di mangiare più pesce, in particolare il pesce azzurro di piccola taglia, come le sardine, che vanno consumate con le lische e non fritte.

Il principale autore dello studio, Antonis Zampelas, suggerisce che per ottenere più benefici potremmo ricorrere a integratori di Omega 3 in modo da arrivare ad assumerne 600 mg. al giorno. Quanto ai pesci freschi, il salmone contrasta molto bene l’invecchiamento, purché risulti di qualità incontaminata. Attenzione quindi che il pesce provenga da mari freddi e che abbia subito una procedura di distillazione molecolare d’alta qualità: è l’unico modo per garantire l’assenza di metalli pesanti come il mercurio.

«La membrana, quando presenta un’alta concentrazione di acidi grassi essenziali, conferisca fluidità alla cellula; le cellule, a loro volta, garantiscono fluidità agli organi e, proseguendo in questo suggestivo percorso si giunge alla fluidità dell’intero organismo, della trasmissione dell’informazione neurologica, degli impulsi cardiaci, della comunicazione tra i neuroni e quindi anche alla fluidità del pensiero», scrive il dottor Fabrizio Duranti nel libro «Le 100 regole del benessere» (Sperling & Kupfer).

E indica i valori dettati dalla Società Italiana di Nutrizione Umana, che ha stabilito un fabbisogno quotidiano compreso tra 0,8-1,5 g di Omega-3, a secondo dell’età e del sesso.
Per raggiungere un benessere psicofisico e per aumentare le prestazioni a livello sportivo i dosaggi sono maggiori: 1-2 g di un complesso EPA/DHA il cui rapporto dovrebbe essere di circa 2:1, meglio se sotto forma di gliceridi naturali.
Ancora più elevate le dosi per ottenere benefici terapeutici, ma su indicazioni mediche.

Omega 3, l’anti-infiammatorio degli sportivi: questi acidi grassi sono stati anche presi in esame durante un congresso medico-scientifico dedicato alle novità per la corretta nutrizione degli sportivi e la cura dell’obesità che si era tenuto a Empoli. «Molti atleti oggi assumono abitualmente Omega 3 – fa notare il professor Enrico Arcelli, dell’Università di Milano .

La ragione per la quale di solito lo fanno, è che questi acidi grassi hanno uno spiccato effetto antinfiammatorio. Ci sono, ad ogni modo, vari altri effetti positivi determinati negli atleti dall’utilizzo degli acidi grassi Omega 3. Il professor Giuliano Fontani del Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena e i suoi collaboratori, per esempio, hanno constatato che migliorano in misura significativa lo stato dell’umore; l’olio di pesce, in particolare, determina una diminuzione della depressione, dell’ansia e dell’aggressività.

Questi stessi studiosi hanno dimostrato che gli Omega 3 sono altresì in grado di migliorare l”attentività; c’è soprattutto una riduzione dei tempi di reazione complessi, tanto importanti in molti sport, a partire dai giochi di squadra».

Fonte: La Stampa 9/2/2009 Rubrica “Antiaging: giovani a lungo”

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Grazie agli omega-3 il pesce fa bene al cuore e alla mente

Professor Silvio Garattini

Si parla molto di omega-3 a volte a proposito ma spesso solo per sollecitare vendite di prodotti che non sempre li contengono in quantità adatte ad esercitare qualsiasi effetto.

Che cosa sono gli omega-3?

Sono acidi grassi, come dice il temine, un importante componente di ciò che chiamiamo grassi, tipo l’olio, il burro, la margarina.

Esistono vari tipi di acidi grassi quelli saturi, contenuti soprattutto nei prodotti animali tipo il burro o il lardo, e quelli insaturi, che sono invece presenti soprattutto nei vegetali e negli organismi marini.

Una categoria speciale di acidi grassi insaturi sono appunto gli omega-3: si distinguono dagli altri per la posizione in cui si trova l’insaturazione (costituita da più doppi legami fra due atomi di carbonio).

L’organismo umano non può sintetizzare gli omega-3 e perciò l’apporto di questi acidi grassi dipende essenzialmente dall’alimentazione.
Sono particolarmente ricchi in omega-3 alcuni pesci in particolare il salmone e i cosiddetti pesci azzurri, i crostacei, come pure il kiwi, le mandorle e le noci. I principali omega-3 hanno nomi difficili, ma è
importante conoscerli per leggere in modo appropriato le etichette che descrivono il contenuto dei cibi.
Si chiamano acido eicosapentaenoico (EPA) e acido docosoesaenoico (DHA) e sono i due principali omega-3 sui quali sono tuttora in corso ricerche.

Gli omega-3 sono importanti per l’organismo umano perché svolgono varie funzioni, ma soprattutto perché, insieme ad altri acidi grassi, entrano nella composizione delle membrane di tutte le cellule.
Quindi ciò che si mangia ha profonde ripercussioni sulle caratteristiche delle membrane e sulla loro funzionalità.

Le molecole degli acidi grassi saturi, quelli senza doppi legami, sono rappresentabili come bastoncini rigidi mentre gli omega-3 si presentano come dei bastoncini flessibili e ciò permette alle membrane di essere meno rigide e più fluide  il che consente migliori scambi fra l’esterno e l’interno delle cellule.

Un punto molto importante da sottolineare è la necessità di distinguere fra le quantità di omega-3 presenti nei cibi (decine di milligrammi per porzione) e quelle presenti nei farmaci (grammi per dose).

Perché è importante ingerire omega-3?

I dati epidemiologici, cioè gli studi condotti sulle popolazioni, indicano ad esempio che chi mangia pesce almeno una volta alla settimana ha minori probabilità di avere un infarto cardiaco.
Questi dati sono stati parzialmente confermati dallo studio GISSI-Prevenzione (realizzato dai medici  cardiologi ospedalieri in collaborazione con l’Istituto Mario Negri).

Questo studio ha mostrato una riduzione significativa della mortalità da parte di pazienti con fattori di rischio per malattie cardiovascolari trattati con dosi farmacologiche di omega-3. Un altro dato epidemiologico mostra che diete ricche in omega-3 sono associate a una minor incidenza di sindromi depressive.

Il Giappone, dove il pesce è un normale costituente dell’alimentazione, ha una bassa prevalenza di sindromi depressive rispetto alla Germania, dove il consumo di grassi è prevalentemente costituito da acidi grassi saturi.
Si ipotizza addirittura che la disponibilità di omega-3 per le cellule nervose abbia avuto un ruolo importante per l’aumento della massa cerebrale nel passaggio dagli ominidi all’uomo.

Studi più recenti hanno messo in evidenza che in Inghilterra un gruppo di studenti alimentati con una dieta ricca in omega-3 aveva performance scolastiche migliori rispetto ad altri alunni. In Indonesia le bambine mostrerebbero un rapporto proporzionale fra alimentazione ricca di omega-3 e sviluppo cerebrale.

Molti altri studi sperimentali, condotti negli animali e nell’uomo mostrerebbero un aumento della memoria, dell’orientamento nello spazio e nel tempo, dell’attenzione e delle facoltà cognitive in genere.

Analoghi vantaggi si otterrebbero con gli omega-3 nel miglioramento della “demenza” presente in topi portatori di modelli della malattia di Alzheimer come pure in soggetti anziani. E’ stato utilizzato il  condizionale perché i dati finora disponibili sono ipotesi più che acquisizioni definitive.

Infatti solo studi clinici controllati condotti con rigore scientifico e su numerosi pazienti potranno dare una risposta e forse una speranza a molti ammalati.
Speriamo solo che le industrie farmaceutiche siano disponibili a sostenere questi studi.

Professor Silvio Garattini,
direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – Milano

Fonte: Gente 26/07/2008

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Omega 3 salvacuore, ne basta un grammo al giorno

Sono gli angeli custodi del cuore. E gli esquimesi, che mangiano molto pesce, lo sanno bene. Parliamo degli Omega 3, e l’ulteriore conferma sul loro valore per la salute arriva da uno studio tutto italiano. In sostanza gli Omega 3, ovvero i grassi contenuti essenzialmente nel pesce, sono un «salvacuore» in grado di prevenire malattie cardiocircolatorie anche gravi: arrivano a ridurre la mortalità per tali patologie di circa il 10 per cento. Gli eschimesi, che consumano in media oltre 400 grammi di pesce a testa ogni giorno, hanno infatti un tasso di mortalità per coronopatie bassissima.
La dimostrazione del ruolo protettivo sul cuore degli Omega 3 (acidi grassi poli-insaturi PUFA, contenuti essenzialmente nel pesce e in alcune alghe, oltre che nell’olio di lino e noci) arriva dallo studio «GISSI HF», durato quattro anni e condotto dal gruppo GISSI (costituito dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri ANMCO e dall’Istituto Mario Negri) con il sostegno di due aziende farmaceutiche italiane, Sigma-tau e SPA, e dell’americana Pfizer. Allo studio, pubblicato sulla rivista «The Lancet» e presentato al Congresso europeo di cardiologia di Monaco di Baviera, hanno preso parte 357 reparti di cardiologia in Italia, che hanno coinvolto oltre 7mila pazienti.

«Previene malattie cardiocircolatorie anche gravi»
Basta un grammo di Omega 3 al giorno, in questo caso somministrato sotto forma di pillole al campione di pazienti per quattro anni, e il cuore, ha dimostrato lo studio, è al riparo da malattie gravi come scompenso e aritmia. I risultati della sperimentazione, sorprendenti per i ricercatori, non lasciano dubbi: si è registrata una riduzione del rischio relativo di mortalità del 9%, una riduzione dell’8% dei ricoveri e della mortalità per scompenso cardiaco e un calo del 28% delle ospedalizzazioni per aritmie.

Un risultato eccezionale, affermano i ricercatori, «soprattutto alla luce dei tanti studi negativi proprio nel campo dello scompenso cardiaco», una patologia molto diffusa e con esiti spesso gravi: solo in Italia interessa circa 600mila persone, attestandosi come una delle principali cause di morbilità, mortalità e aumento della spesa sanitaria.


«Riduce scompenso cardiaco e aritmie»

Nello studio, gli autori concludono che «la somministrazione long-term di 1g al giorno di n-3 PUFA è risultata efficace nel ridurre sia la mortalità per tutte le cause, che i ricoveri ospedalieri per cause cardiovascolari».

Si trovano nel pesce, che non deve mai mancare a tavola
Nel pesce e nei suoi grassi Omega 3, insomma, sta il segreto per un cuore longevo. Ed è proprio a tavola che si inizia a salvaguardare la salute del cuore. Ma gli italiani, come emerge dai dati Istat, sembrano avere ancora molto da imparare da eschimesi e giapponesi: grandi consumatori di carne, ogni abitante del Belpaese consuma solo 23 chilogrammi di pesce l’anno. Eppure gli Omega 3 del pesce sono un vero toccasana: giocano un ruolo cruciale anche nella prevenzione dell’arterosclerosi, degli infarti, e pure della depressione, del cancro, della colite ulcerosa, del diabete 2 e dell’artrite reumatoide. E se non bastasse, un ulteriore motivo per mangiare pesce c’è: gli Omega 3 sono anche un «salva-cervello», poiché svolgono un’azione importantissima nel metabolismo cerebrale.

Fonte: LA STAMPA Salute 7/9/2008

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I pregi del salmone

Secondo recenti studi, gli omega 3 sembrano contribuire anche alla prevenzione di alcuni tumori ed essere utili nel trattamento dell’artrite reumatoide. Sono anche studiati per il loro potenziale ruolo antidepressivo e perché sembrano contrastare il declino delle capacità cognitive nell’invecchiamento. Infine, sono necessari al feto per lo sviluppo di cervello e retina. Il salmone, come del resto gli altri pesci, è anche un’ottima fonte di proteine, di minerali (quali il fosforo) e, più di altri pesci, di vitamine come la E e la D. Quest’ultima promuove l’assorbimento del calcio e favorisce la mineralizzazione dello scheletro: il salmone, insieme a sgombri, aringhe e altri pesci grassi, è uno dei pochi alimenti che ne contiene quantità significative.
LA SCELTA
Insomma, nel caso del salmone, le calorie in più (185 per etto per il salmone fresco, 147 per quello affumicato) trovano ampie giustificazioni. Ma quale tipo di salmone scegliere? Risponde Elena Orban, responsabile dell’Unità di studio sui prodotti ittici all’Istituto Nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione: «Da nostri studi emerge che i pesci di allevamento hanno quantitativi di omega 3 paragonabili a quelli del pesce selvaggio. Quanto al salmone affumicato, consiglio di non eccedere, perché durante l’affumicatura si possono formare sostanze che, in quantità elevata, possono essere pericolose. Inoltre, i prodotti affumicati, come i cibi in scatola, sono molto ricchi di sale, che aiuta la conservazione. Fortunatamente, ora il salmone affumicato, e la nostrana trota salmonata affumicata, identica sotto il profilo nutrizionale e organolettico come dimostrano i nostri studi, vengono affumicati a basse temperature (27-30°C) e con meno sale».

Fonte: Corriere della Sera (11/01/2004)

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